A Milano, l’8 novembre, workshop di scrittura autobiografica con Marina Visentin, Edy Tassi, Giovanni Zucca

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Sabato 8 novembre 2014 si terrà a Milano, presso l’Hotel Machiavelli in Via Lazzaretto 5, Ogni vita è una storia – Workshop di scrittura autobiografica. Pubblichiamo in anteprima la locandina dell’evento con le informazioni dettagliate della giornata, e un articolo di Marina Visentin che ci svela le motivazioni celate dietro la domanda:

Diapositiva1PERCHÉ SCRIVERE DI SÉ?

La domanda fondamentale che si pone chi si avvicina alla scrittura autobiografica è proprio questa: perché?
Perché mai dovrei scrivere di me? La mia vita è del tutto priva di interesse, di eventi importanti, di incontri decisivi con la Storia, è solo una piccola storia che non interessa a nessuno, nemmeno a me. Troppo noiosa, troppo banale!
E invece, ogni vita racchiude una ricchezza nascosta, un vissuto che è un patrimonio unico e originale, assolutamente irripetibile. Ogni vita è un tesoro da valorizzare, imparando a raccontarlo perché non sia dimenticato.
Scrivere di sé significa spingere fuori, rendere oggettiva la propria esperienza, e così imparare a guardarla con maggiore distacco. È quella che viene indicata come funzione catartica della scrittura: scrivo per vedermi da fuori, allentare le tensioni, comprendere le sofferenze, liberarmi, purificarmi.
Scrivere di sé significa però anche dare un nome alle cose, metterle in ordine, e in questo modo individuare nuovi punti di vista, in qualche modo rileggere la propria vita.
Accanto alla funzione catartica, rivolta essenzialmente al passato, c’è dunque una fondamentale funzione progettuale, aperta verso il futuro. Perché noi in qualche misura diventiamo le storie che ci raccontiamo e che alla fine crediamo vere.
Un laboratorio di scrittura autobiografica si rivolge quindi a tutti, partendo dalla constatazione che ogni vita è una storia che merita di essere raccontata. Quello che offre è un vero e proprio percorso formativo in cui trovano posto giochi di immaginazione creativa ed esercizi volti a stimolare la memoria, esperienze di scrittura libera e prove di scrittura guidata, momenti di riflessione individuale e preziosi momenti di scambio e arricchimento attraverso il lavoro di gruppo.
L’approccio, ben lungi dall’essere specialistico, si fonda semplicemente sul bisogno di riprendere i fili del proprio vissuto per tesserli in una nuova storia. Una storia in grado di chiarire il passato, certo, ma anche e soprattutto di interpretare il presente e riprogettare il futuro in un’ottica di maggiore consapevolezza.
A questo proposito, Isabel Allende ha parlato del “potere prodigioso della parola scritta”, un potere che “ci permette di conservare i ricordi, trasformare la sofferenza in forza, rinascere a ogni stagione, come vecchi alberi che buttano foglie nuove dopo ogni inverno”.
Marina Visentin

Ci vediamo a Milano… non mancate!

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