DAL ROMANZO TOTALE ALLA SCRITTURA DI GRUPPO

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Imola 22 ottobre 2016

PRIMA PARTE
di Sarah Bernardinello

14650173_1259124357482983_8158588762650814983_nDi nuovo a Imola, di nuovo insieme, dopo l’incontro che si è tenuto questa primavera. Per ascoltare e parlare di quello che lo scrittore non è: non è solo, non è isolato, come invece ci ha sempre mostrato l’immaginario collettivo. Perché c’è un prima e un dopo, nella scrittura: prima c’è la ricerca e la documentazione, con varie interazioni, dopo c’è il contatto con le/i beta reader e gli editor.
E c’è chi riunisce molte menti per creare romanzi, racconti o addirittura video.
Di questo hanno parlato i protagonisti dell’evento: tre scrittori e una editor che hanno portato le loro esperienze e hanno risposto alle nostre domande.
Conosciamoli.
Luca Occhi è stato uno dei fondatori della compagnia letteraria Le Colonne d’Ercole, un collettivo nato nel 2007; dal gruppo è nata una raccolta di racconti, Sputi: storie di disprezzo, edito da Bacchilega Editore, che ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi in tutta Italia.
Dedicandosi alla raccolta, ha detto Occhi, si è scoperto il gusto di lavorare insieme. Ogni autore editava il lavoro di un altro, formando quasi una catena, così da diventare una vera palestra di scrittura, con osservazioni motivate tali da eliminare o ridurre i difetti altrui riscontrati.
La relazione, per uno scrittore, è molto importante: ci si deve confrontare con le altre persone per migliorarsi.
La parola è poi passata a Stefano Tevini, direttore editoriale della Casa Editrice La Ponga, nonché wrestler, fa parte del collettivo Anonima Scrittori. Questo collettivo è legato a doppio filo con il web: attraverso il Forum del sito, gli incontri (e gli scontri) sono stati moltissimi, ma hanno raccolto anche centinaia di racconti e creato i reading, orientati alla produzione breve. Con i reading hanno girato l’Italia, in un confronto continuo e costante. Un importante collaboratore è stato Antonio Pennacchi: partendo da un’idea, ogni autore interessato a partecipare contribuiva con un capitolo alla produzione del romanzo, fino, purtroppo, all’esaurimento della spinta iniziale. Alla fine, lo scrittore ha preso le redini della storia e ha pubblicato Storia di Karel.
Inoltre il collettivo ha realizzato diversi progetti, tra cui Modica Quantità, racconti brevissimi di 2500 battute che hanno toccato diversi generi letterari; Rorschach, proprio come le macchie, e dalle macchie si veniva ispirati; (r)esistenza, racconti di (r)esistenza quotidiana con storie contemporanee.
L’altro scrittore interpellato è Andrea Pagani: narratore, saggista, insegnante di letteratura e storia e, non meno importante, collaboratore del collettivo Wu Ming, forse il principale esempio di scrittura collettiva in Italia.
Pagani ha detto che ciò che si scrive è frutto di “furti” continui dalla quotidianità: la vita ti può suggerire la caratterizzazione dei personaggi, addirittura le battute. Lo scrittore ha spiegato, nella fattispecie, la nascita del romanzo totale in collaborazione con i Wu Ming: un incipit è stato pubblicato in rete, e chi era interessato postava un nuovo capitolo. Il migliore veniva scelto e poi si passava al successivo. Da un’idea nata quasi come uno scherzo si è arrivati al romanzo Ti chiamerò Russell, edito da Bacchilega Editore.
Pagani ha parlato anche del lavoro con i suoi alunni: un laboratorio dove creare delle sceneggiature, condividendo anche qui un lavoro che non è per niente solitario, proponendo una storia, i dialoghi, la location, arrivando alla produzione vera e propria con gli studenti che interpretano se stessi, fino al montaggio e alla post produzione. Il risultato è stato il video Prima che sia inverno, visualizzabile su You Tube.
L’ultima, ma non meno importante, protagonista di questa intensa mattinata è stata Angela Catrani, editor della collana Junior di Bacchilega Editore, che ci ha parlato del progetto Libri Calzelunghe, con una serie di articoli sulla Letteratura per ragazzi: ogni articolo viene vagliato, discusso ed editato da un gruppo numeroso di esperti. Catrani ha inoltre portato a esempio un’altra esperienza di collettivo: l’albo illustrato. Per realizzarlo, scrittore e illustratore lavorano a stretto contatto. L’illustratore segue la traccia dello scrittore per disegnare le illustrazioni. In questo collettivo, l’editor controlla che vi sia coerenza tra scenografie, testo e illustrazioni perché, ha spiegato Angela, non c’è peggior critico di un bambino.
Tutti esempi di come lo scrivere non sia starsene rintanati tutti soli, ma sia una condivisione continua e proficua.

SECONDA PARTE
Fernanda Romani

cvyj4pwwyaamipxE nel pomeriggio di nuovo insieme con il workshop coordinato da Jadel Andreetto, già incontrato nel precedente evento imolese nel marzo scorso. Andreetto fa parte del collettivo Kai Zen, che sviluppa progetti di scrittura collettiva con racconti, romanzi, articoli e recensioni musicali. Giornalista e musicista, ha dato prova ancora una volta della sua abilità di insegnante, capace di mettere a proprio agio persone unite dalla comune passione per la scrittura, ma provenienti da esperienze diverse. Esperienze che ad alcuni dei presenti è stato chiesto di raccontare, allo scopo di mettere in evidenza l’estrema varietà di metodi e di percorsi individuali.
E proprio sul metodo è stata improntata la sua lezione. Nell’incontro precedente si era parlato di come nasce e si sviluppa un’idea, questa volta Andreetto ha deciso di abbandonare la teoria e passare alla pratica: come si costruisce una storia.
Così una trentina di persone si sono ritrovate a discutere su come dare vita a un romanzo, quali fossero i protagonisti, in che modo dovevano essere collegati fra di loro.
Chi non ha mai fatto brainstorming con qualcuno, riguardo a come strutturare una storia o a quali azioni far compiere a un personaggio, non può avere un’idea di quanto sia appassionante un simile confronto.
Il pomeriggio è trascorso tra persone che macinavano idee senza sosta e altre che ne esponevano una e la difendevano a oltranza, salvo poi accantonarla quando ne trovavano un’altra più allettante. Un perfetto esempio di quel lavoro collettivo che era il tema dell’intera giornata. L’unica cosa che è stata evitata sono stati i litigi, eventualità che i relatori del mattino ci avevano descritto come un aspetto naturale del lavoro di molti cervelli che tentano di mettersi d’accordo.
L’idea di base è nata da una protagonista femminile; dopo aver esaminato varie ipotesi, si è deciso che doveva essere una portinaia. Da lì in poi la storia si è arricchita di altri personaggi, ambienti, motivazioni, dettagli. Di fatto, la storia che era partita senza avere in mente un genere preciso si è delineata a poco a poco come un noir, affollato di figli, amanti, complici, datori di lavoro e inseguitori, parassiti e giustizieri.
Jadel Andreetto ha governato la situazione con garbo e ironia, sviscerando tematiche, situazioni, generi, e portando i presenti alla consapevolezza delle proprie scelte. Per esempio, se si decide che un personaggio femminile ha un aspetto scialbo e insignificante non le si può assegnare un ruolo da seduttrice; se si attribuiscono a un personaggio amanti, figli segreti e un passato da nascondere è necessario avere ben presente che si sta scrivendo un feuilleton e bisogna conoscerne i meccanismi.
Tre ore di lezione potrebbero sembrare molte, in realtà sono state un pomeriggio piacevolissimo, passato a imparare aspetti della scrittura che certamente si riveleranno utili.
Un’esperienza formativa non solo per l’opportunità di avere un insegnante come Jadel Andreeetto, ma anche per il fitto scambio di opinioni che si è sviluppato nel corso dell’intera lezione. EWWA ha dato un’altra occasione a chi vuole coltivare la passione per la scrittura e, di certo, non sarà l’ultima.

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