Elogio dell’errore creativo

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di Stefania Fiorin

Errore.

Quanto peso diamo a questa parola? Troppo, talvolta quanto un macigno scagliato addosso a tutta forza.

Qual è il problema dell’errore?

Realizzare di aver commesso un errore può destabilizzare e indebolire l’autostima. Certo, c’è errore ed errore, da non confondere con lo sbaglio dato che, spesso, non c’è nulla di sbagliato nell’errare. È vero, esiste l’errore grave, ad esempio quello commesso da un chirurgo o da chi compila le dichiarazioni dei redditi, non è a questo che la riflessione si rivolge bensì all’errore semplice. Proviamo a guardare con altri occhi l’errore quotidiano, quello buono, quello che capita a tutti. La perfezione è asettica, vuota. L’individuo che rincorre la perfezione in tutto ciò che dice e fa, risulta falso, artificiale, irraggiungibile.

Rivalutiamo, dunque, il potere dell’errore: errare humanum est, sbagliando s’impara, i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.

Come si erra?

Il grande musicista Bach disse: “Se tutti gli accordi fossero perfetti sarebbe una noia mortale, mettiamoci una dissonanza; gli errori di armonia sono come il sale per la pietanza”.

Il filosofo Voltaire: “Siamo impastati di debolezze ed errori, perdoniamoci reciprocamente le nostre sciocchezze: questa è la prima legge di natura”.

La poetessa contemporanea Laura Galasso scrive: “Siamo impastati con l’acqua dell’errore e l’errore non è mai l’ultima parola, se ci apriamo c’è sempre una nuova creazione”.

Gianni Rodari sbagliò e zuppa divenne zappa, così prese spunto dall’errore per scrivere Il libro degli errori e La grammatica della fantasia.

Edison inventò la lampadina dopo diecimila “errori” che definì “non degli errori, ma diecimila opportunità”.

Nell’arte esistono errori che permettono di far pensare a qualcosa di più, a qualcosa d’altro che potrebbe esserci, ma a cui non si era mai pensato prima. L’errore apre porte e finestre su visioni e possibilità, portando con sé svolte inattese.

Se sbagliamo sorte con corte, questo errore non lo dimenticheremo più, certo non giustifica il fatto di non conoscere bene l’italiano, ma, con un po’ di fantasia, questa corte quali misteri rivelerà? La fantasia, la creatività, le arti, sviluppano consapevolezza. L’errore, se analizzato senza timore per l’imprevisto, può far ripartire da zero e portare nuove storie.

Non temiamo i nostri errori ma, se possibile, rendiamoli nostri complici

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