Fuori dall’ombra» il progetto fotografico che ritrae l’essenza delle donne

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di Loriana Lucciarini

Cristian Palmieri, di professione fotografo, è abruzzese, vive a Roseto degli Abruzzi ed è figlio d’arte.
Dopo aver realizzato varie mostre fotografiche (Il Respiro della terra, 2011; Paesaggi (in)naturali, 2012; Palinsesto, 2013; Una porta, una finestra, due mura, 2014; Mater nostra, 2015) negli ultimi anni si è dedicato al progetto Fuori dall’ombra che, come ci spiega, è: «un progetto fotografico tutto al femminile che nasce dalla volontà di rendere la donna protagonista, tramite l‘arte fotografica, di una società che non sa riconoscerla ancora come tale.

Il progetto, lanciato con una campagna crowdfunding dopo una sperimentazione durata ben 6 anni, si è realizzato con il supporto e il finanziamento del Comune di Roseto degli Abruzzi e della Fondazione Tercas.
La prima serie di cinquanta scatti di Fuori dall’ombra è stata esposta per la prima volta nel 2016 all’interno del programma di Roseto Cultura, attirando un pubblico di oltre 300 visitatori. In questo 2017 la mostra ha partecipato a eventi ed esposizioni anche fuori Regione e, nel frattempo, si è arricchita di nuovi scatti in vista di futuri allestimenti per il 2018, arrivando a oltre settanta pannelli. Un progetto in corso d’opera dunque, che va dietro ai tempi attuali e alla costante ricerca di nuove vite da ritrarre, nuove esistenze che affiorano alla luce, uscendo dal buio.

Fuori dall’ombra infatti vuole rendere la donna protagonista, fulcro e punto di partenza e l’obbiettivo fotografico ne mette a nudo l’essenza stessa. La luce sottolinea sfumature e dettagli, segni, sguardi, trame d’esistenza. Cristian Palmieri ha scelto di ritrarre le tre parti del corpo dove risiedono la ragione, la passione, l’istinto – cervello, cuore, stomaco; un puzzle che poi va a comporre una figura di donna dove l’unico elemento che si ripete sono le mani. Il risultato finale è un pannello a grandezza naturale dove il soggetto s’impone sullo spettatore con grande impatto emotivo ed eccezionale potenza espressiva. I ritratti diventano tridimensionali, vivi.
Una ricerca progettuale riuscita, dunque, che permette alle donne protagoniste – tutte diverse per età e estrazione sociale – di emergere dall’indifferenza per occupare o ri-occupare finalmente la giusta attenzione. Perché la donna moderna ha scardinato il recinto in cui per secoli è stata confinata e ha dimostrato di essere sfaccettata e complessa,  capace di equilibrismi per afferrare con determinazione sogni, spazi, diritti e desideri. Una donna inquieta e inarrestabile che da secoli viaggia dentro se stessa ed esplora possibilità e trasformazioni, assumendo nuove identità per affermarsi come ricercatrice, intellettuale, educatrice, artista. Eppure, la società contemporanea pretende ancora di ingabbiarla in regole e ruoli desueti, per frenare quello spirito libero che corre coi lupi – fatto di istinto e passione, ragione e scelta, forza e amore, frutto di ricostruzione e rinnovamento – per ricacciarla in spazi limitanti, a volte con coercizione, se non addirittura violenza.
L’ambizione dell’Autore è che Fuori dall’ombra sia spinta culturale, educativa e formativa sul tema dell’emancipazione femminile e sul riconoscimento dell’unicità dell’essere donna.

L’Intervista

Ciao Cristian, grazie per avermi concesso questa intervista e complimenti per il tuo lavoro.
Di Fuori dall’ombra è stato già ampiamente detto nell’introduzione ma ti chiedo: c’è altro che vuoi sottolineare rispetto al progetto e alla sua realizzazione?

Grazie a te per avermi dato questa occasione e grazie per i complimenti che condivido con chi ha creduto nel mio progetto e con tutte le donne che hanno aderito attivamente al lavoro, mettendoci più che la semplice faccia. Non è stato facile all’inizio far comprendere le motivazioni che mi hanno spinto alla realizzazione di questo progetto. In particolar modo, le prime donne che ho fotografato si sono messe totalmente nelle mie mani fidandosi di ciò che stavo realizzando. Fuori dall’ombra è nato come progetto sociale e culturale al servizio di chi lotta per una eguaglianza di genere ed il fatto. Che poi se ne sia fatto fautore un uomo, ha acquisito una valenza maggiore agli occhi del pubblico.
La mia intenzione è di spingere la donna ad essere se stessa, avvicinandola verso quella parte di luce che illumina la sua vita. Spingerla ad avere il coraggio di essere se stessa, a dispetto di chi la vuole tenere nascosta. È allo stesso tempo un monito a chi vuole tenerla al buio.
Ora, indipendentemente dal successo che sta avendo questo progetto, posso dire che chi ci ha guadagnato di più nella realizzazione, sono proprio io: ho conosciuto tante belle persone e tante diverse personalità, che mi hanno decisamente arricchito.

Nell’intervista rilasciata a Samantha Terrasi sul webmagazine de “Gli scrittori della porta accanto”, parlando sulla scelta della composizione fotografica spieghi che «non mi era sufficiente un solo scatto, ce ne sarebbero voluti decine (per ritrarre quella donna, ndr.) e così l’ho ripresa mediante un trittico che la rappresentasse da capo a piedi. Sviluppando l’idea ho cercato di mettere in risalto le tre parti del nostro corpo dove risiedono i nostri tre cervelli principali (ebbene sì, abbiamo tre cervelli autonomi e indipendenti): testa, busto, pancia; cervello, cuore, stomaco; ragione, passione, istinto. Per finire le mani presenti in ogni scatto che, dopo lo sguardo, completano con il loro dire il ritratto della modella di turno.»
La domanda che ti faccio è: hai un particolare dettaglio che tendi a voler far emergere nello scatto, rispetto alle singole parti del corpo e al significato che hanno per te?

Non si tratta di voler mettere a rilievo solo piccoli dettagli, l’intento è di far emergere intere personalità.
Il linguaggio del viso, del corpo e soprattutto delle mani dicono tanto delle persone e  su questo ho  puntato la mia attenzione.
La conferma del buon risultato ottenuto mi è stata data da alcuni medici ed insegnanti che hanno voluto maggiori informazioni per studiare il linguaggio del corpo  espresso nelle immagini.
In fase di scatto ho cercato di non chiedere nulla della propria vita alle modelle di turno, per evitare di essere condizionato al momento dello scatto e questo le ha rese naturali: nel loro imbarazzo, nella loro sfrontatezza, nella loro semplicità.
L’unico scopo è stato sempre di mettere a proprio agio la donna, spingendola a tirar fuori tutta se stessa, senza che io potessi in alcun modo condizionarla nella posa.

Cristian, la tua arte è stata definitiva come «intimista e al contempo ‘panica’, tesa cioè all’osservazione della natura nella sua dimensione più ampia, in un senso che abbraccia idealmente tutto l’universo. Il fotografo ‘filtra’ il reale – senza mai distorcerlo – attraverso la sua soggettività, per entrare in contatto con gli altri e con il mondo nell’emozione di un istante ‘disteso’, meditato per mezzo della macchina e della sua mutevole capacità espressiva.» Come avviene questo processo? Come riesci a trasformare ciò che percepisci della realtà che hai di fronte, offrendoci un’immagine con “voce” propria, distinta, netta, la tua voce? Come da spettatore ti trasformi in creatore?

Lo faccio naturalmente.
Avendo seguito un percorso dapprima pratico e poi teorico, da autodidatta, ho la propensione a non avere mai pregiudizi su quello che sto fotografando, attendo che esso mi racconti di sé.
Non importa se si tratta di un paesaggio, di una strada o di una persona: io sono lì, con il mio obiettivo, attendendo che dall’altra parte mi venga raccontato qualcosa. Sono, semplicemente, una spugna che assorbe ciò che il mondo mi offre e non devo far altro che stare lì e raccoglierlo.

Utilizzi spesso il bianco e nero; scelta che per Fuori dall’ombra è stata determinante.
Quanto il contrasto riesce a dare forza e potenza a uno scatto?

C’è da dire che il bianco e nero ha diverse sfaccettature e diverse interpretazioni. Si parla di bianco e nero anche quando in verità la fotografia è composta da innumerevoli tonalità di grigio. Nel mio progetto ho voluto creare l’estremo contrasto, che mi ha permesso di far uscire in maniera rapida ed efficace la donna dall’ambiente buio che spesso la circonda, catalizzando l’attenzione sui gesti e sulla personalità.
Nonostante la tecnica potrebbe essere rischiosa, creando ombre dure e forti che penalizzerebbero la modella di turno, il risultato è tutt’altro che “urlato”: è invece delicato nel significato. Ciò denota da parte mia un rispetto totale della persona che ho di fronte; una maniera gentile di alzare la voce senza urlare.
Spesso mi capita di vedere in bianco e nero e utilizzo questa tecnica anche per i paesaggi. Mi piacciono le forme, le ombre, i disegni che si creano in alcune occasioni… il colore spesso distrae.
Con il bianco e nero è come se riuscissi a tirar fuori l’anima delle cose, a dispetto delle apparenze.

Dal 2013 uno dei punti cardine della tua progettazione espressiva è l’universo femminile e la sua condizione nella società moderna. Senti che hai ancora altro da dire su questo argomento (e quindi nuovi progetti e nuovi scatti), rispetto alle mostre fin qui realizzate?

É davvero curioso che fino a qualche anno fa non avrei mai pensato che il ritratto potesse diventare una delle maniere per esprimermi.
L’umano non era affidabile, spesso mi ha tradito, non l’ho mai ritenuto degno di attenzione. “Mai dire mai” è diventato il motto scolpito nella mia testa. Così mi sono ritrovato in varie circostanze a diventare da paesaggista a ritrattista. La presa di coscienza maggiore rispetto della società, la crescita interiore e la voglia di poter in qualche modo aiutare a cambiare il modo di vedere alcune cose nella vita di ogni giorno, mi hanno fatto capire che l’uomo è anch’esso paesaggio e protagonista, nel bene e nel male, di tutto ciò che ci circonda.
Gli artisti spesso hanno avuto la donna come Musa ispiratrice e io ho sentito il bisogno di ridarle la giusta dignità, scavalcando l’egoistico modo di pensare dell’artista. Tanto è stato fatto nel corso dei secoli ma c’è ancora tanto da dire e da fare per arrivare a una giusta equità. La cultura a servizio di scuola e famiglia può aiutare in questo.

Tu che hai esposto Fuori dall’ombra anche all’interno di manifestazioni e kermesse letterarie, ritieni che queste due forme d’arte (la scrittura e la fotografia) abbiano punti di contatto?
Il processo creativo nella realizzazione di una storia di carta e inchiostro e quello che invece vede la realtà catturata in un’immagine che ne raccoglie l’essenza, ha degli aspetti simili? E dove, fotografia e letteratura, possono trovare possibilità di integrazione sinergica?

Fotografia e poesia, poesia e fotografia.
Non sono forse due modi diversi per creare emozioni?
Quando riescono ad interagire tra di loro l’espressione artistica raggiunge livelli altissimi e un impatto emotivo sia immediato che prolungato. Proviamo a vedere un’ immagine leggendo un testo che è abbinato ad essa. Le interpretazioni assumono tante diverse tonalità, continueremo ad andare avanti ed indietro osservando e leggendo, leggendo ed osservando, ampliando le percezioni che si hanno per ogni singola espressione.
Ciò avviene alla stessa maniera, facendo interagire tra loro le diverse arti   conosciute: pittura, scultura, musica, poesia e letteratura, recitazione, ecc.

Letteratura&Fotografia: Fuori dall’ombra nasce dalla citazione del brano di Anne Finch, The Spleen.  Ci sono altri tuoi lavori tratti o ispirati da libri o poesie? Se sì, quali?

L’ispirazione nasce immergendosi nella vita di ogni giorno. Essere aperti e non avere pregiudizi aiuta a capire ciò che ci accade attorno. E poi, osservare ed ascoltare.
Spesso le idee mi vengono leggendo libri che sono una fonte di cultura inimmaginabile. Un progetto che mi è piaciuto fare e che ha lasciato un segno in me, è quello relativo al libro di Gabriele D’Annunzio “Il Piacere”. Da qui il mio interesse si è spostato pian piano verso il ritratto.
Ritengo che il detto “Noi siamo ciò che leggiamo” mi si addica alla perfezione e, siccome amo leggere un po’ di tutto, io sono un po’ di tutto.

Facciamo un gioco: se dovessi immaginare uno scatto a colori a quale genere letterario lo abbineresti?
E per quello in bianco e nero, quali atmosfere di quale classico della letteratura cercheresti di evocare?

Romanzi storici a colori, fantascienza in bianco  e nero.
Non so perché, e chiederei aiuto agli psicologi, ma ad esempio “1984” di George  Orwell  lo immagino in tonalità di grigio con predominanti argentee.

Arte, Musica&Fotografia: c’è qualche dipinto che ha influenzato la composizione di un tuo scatto o che ha sedotto la tua creatività?
E, ancora, la musica è per te supporto nel processo creativo, quando scatti hai accompagnamento musicale?

Una delle mie mostre è dedicata al mondo dell’arte classica, il cui titolo è: Palinsesto, è stata ispirata ad alcune opere di Caravaggio, Matisse, Maderno e altri, tra pittori e scultori, che hanno realizzato capolavori nel passato. Credo ciecamente nella imterazione e nella commistione delle arti e per questo, durante le mie mostre, faccio dialogare le immagini con artisti delle varie discipline.
La musica è una delle arti che amo e, specie durante i concerti, mi lascio trasportare dal ritmo durante gli scatti. Però, a oggi, difficilmente ho utilizzato accompagnamenti musicali durante le sessioni fotografiche: solitamente quando si fanno ritratti si consiglia di utilizzare musica ambientale per rilassare il soggetto ritratto, però io non ho ritenuto necessario questo tipo di aiuto.

L’ultima domanda è di rito: stai lavorando a nuovi progetti?

Ho alcune idee ancora in fase di approfondimento.
Il prossimo lavoro, che presenterò nell’Aprile 2018, è un viaggio nella memoria e dei ricordi.
Sarà una vera e propria installazione nella quale, ovviamente, la donna avrà la sua parte.

Ti ringrazio, Cristian, per la sensibilità e attenzione che dimostri verso l’universo femminile. Lo faccio anche a nome di tutte le Ewwa, perché abbiamo uno sguardo simile, una visione d’intenti che ci accomuna.
Noi continueremo a seguirti con interesse, intanto segnalo le tue pagine, dove potersi informare su attività in corso e nuovi progetti

sito http://www.photopalmieri.it/

Flickr https://www.flickr.com/photos/photopalmieri/

Facebook https://www.facebook.com/palmierifoto

sito Fuori dall’ombra  http://www.photopalmieri.it/fuori dallombra/index.html

Grazie per la disponibilità dimostrata e davvero i i migliori in bocca al lupo per i lavori futuri.

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