Le donne della Shoa: Etty Hillesium

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di Monica Peccolo

Ogni anno, il 27 gennaio, data in cui le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, si celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza internazionale istituita dall’ONU nel 2005, per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Molte sono le iniziative politiche e culturali che si svolgono in tutte le città del mondo, affinché non si offuschi mai il ricordo di quanto successo. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca nel nostro paese e del riaffacciarsi nella società civile di posizioni contrarie ai principi antifascisti della Costituzione Italiana, è necessario continuare l’azione di memoria e di trasmissione alle nuove generazioni.

Coinvolgente, ed esempio di ottimo teatro civile, è lo spettacolo che la compagnia Attori&Convenuti presenterà a Firenze, al teatro La Pergola, in occasione di tale celebrazione, ispirato a Etty Hillesum: scrittrice ebrea olandese, morta ad Auschwitz nel 1943 a soli 29 anni, figura scoperta solo negli ultimi anni.

Anche lei, come la più famosa Anna Frank, fu autrice di un diario, pubblicato soltanto nel 1981. Il testo copre i due anni della sua esistenza trascorsi sotto l’occupazione tedesca, dal 1941 al 1942.

Etty si era laureata in giurisprudenza ad Amsterdam, dove abitava, e successivamente terminò il percorso di studi in Lingua e Letteratura Russa. Una ragazza ricca di interessi, intelligente e con una spiccata sensibilità. Lavorò presso il Consiglio ebraico come dattilografa fino al 1942, ma quando avrebbe avuto modo di fuggire e salvarsi, forte delle sue convinzioni umane e religiose, decise di restare e condividere il destino del suo popolo. Con la sua famiglia fu mandata nel campo di transito di Westerbork; nel settembre del 1943 furono tutti internati ad Auschwitz, dove lei morì nel novembre dello stesso anno.

Nello spettacolo proposto, dal titolo “Dialogo con Etty Hillesum”, il suo diario e le sue lettere sono risposte e provocazioni per riflettere insieme a un’altra donna: Luciana Breggia, magistrato presso il Tribunale di Firenze e Coordinatrice Nazionale degli Osservatori di Giustizia Civile, autrice anche di due volumi, “Il giudice alla rovescia” (Einaudi ragazzi) e “Parole con Etty” (Claudiana).

In questo dialogo scenico fra le due donne: il magistrato, presente sul palco, ed Etty, interpretata dal Patrizia De Luca (notaio e membro della compagnia), nasce prepotente la necessità di “fare memoria” in maniera attiva nella forma del teatro civile, in un allestimento che si arricchisce dell’accompagnamento al piano di Michele Salotti e la proiezione d’immagini dal forte impatto emotivo.

Luciana interroga Etty per indagare sull’attualità, sulla nostra storia e le nostre chiusure, sui nostri campi e le nostre deportazioni. Perché il passato va impastato con il presente, per dare un senso che apra al futuro. E da come si racconta la Shoah può dipendere molto: altri esseri umani ci chiamano oggi. Anche se il colore della pelle è diverso o le situazioni sembrano lontane da allora, la radice della violenza è, purtroppo, la medesima.

La compagnia Attori&Convenuti, con sede a Firenze, non è nuova a questa forma di teatro, pur nascendo e dedicandosi anche a un repertorio classico che comprende Moliere, Freydeau, Anouilh; ma la qualità che la contraddistingue è la forma del teatro civile. Ha allestito e interpretato spettacoli ispirati agli scritti di Piero Calamandrei, sempre dedicati alla Shoa e alle leggi razziali, e da Giosuè Borsi, sulla Grande Guerra.

Soprattutto ha valorizzato figure notevoli di donne, portando l’attenzione su problematiche ispirate dalle loro vite. Con “Ho ucciso l’angelo del focolare”, attraverso la sceneggiatura di testi di Virginia Woolf, ha evidenziato la battaglia per l’accesso delle donne alla libera professione; in “Artemisia Gentileschi. La forza del dolore” ha rappresentato un processo/spettacolo sulla vicenda della violenza sessuale subita dalla pittrice, con la bravissima Pamela Villoresi nel ruolo dell’artista. Uno spettacolo presentato più volte in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La compagnia offre, quindi, una memoria/riflessione sempre di ottimo livello. Composta interamente da membri legati al mondo del diritto in veste di avvocati e notai, accomunati dalla passione disinteressata e generosa per il teatro, ha lo scopo di diffondere un impegno che prosegue oltre le aule dei tribunali, per la conoscenza e il riconoscimento dei diritti fondamentali e per dare voce alle minoranze sociali rimaste inascoltate.

Gaetano Pacchi, anima e direttore artistico, mi raccontava quanto fosse stato colpito nelle sue ricerche da Etty Hillesum e dalla sua profonda maturità, tanto da esserne ispirato ad allestire questo spettacolo.

Leggendo personalmente i pochi ma preziosi scritti che ci ha lasciato Etty Hillesum,  concordo con lui. La forte luce che ancora emana la figura di questa giovane scrittrice deriva dalla sua ricerca interiore, proseguita fino all’ultimo giorno di vita. Riflessioni intime che rasentano la ricerca filosofica, quasi mistica; una spiritualità vissuta nel quotidiano, per quanto barbara e crudele fosse la realtà in cui viveva.

Una spiritualità profonda che trascende la fede ebraica in cui era nata e può essere estesa, anche oggi, a tutti i cammini di fede. Voglio chiudere dando voce a questa splendida donna, ancora tanto attuale, con parole che hanno molto da insegnarci in questi tempi, dove la pace è sempre messa a rischio dall’ego e dagli interessi economici degli uomini.

«Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso, se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. È l’unica soluzione possibile. E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.»

Per chi volesse assistervi, lo spettacolo “Dialogo con Etty Hillesum” sarà in scena al Teatro La Pergola di Firenze, il 30 gennaio prossimo, mentre potete seguire le attività della compagnia Attori&Convenuti, sulla loro pagina FB:

https://www.facebook.com/attorieconvenuti

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