One Billion Rising: da un’idea di Eve Ensler, il flash mob contro la violenza sulle donne

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di Monica Peccolo

Il 14 febbraio è San Valentino, festa degli innamorati, e in tutto il mondo occidentale da decenni viene celebrata questa ricorrenza.
È proprio questa data simbolica che Eve Ensler ha scelto, in modo provocatorio, perché questo giorno, chiamato con ironia anche V-day dagli americani, ha nella V un doppio significato: V sta per Vagina e per Vittoria.
Eve Ensler è una combattiva drammaturga newyorchese, conosciuta nel mondo soprattutto per il suo spettacolo teatrale “I monologhi della vagina” che ha debuttato a Broadway nel 1996.

Tradotto in 35 lingue (in Italia è edito da Il Saggiatore, come le altre sue opere) è stato interpretato negli USA da attrici impegnate e di grande fama come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith, Wynona Ryder; in Inghilterra da Kate Winslet e Cate Blanchett; in Italia, dove arrivò nel 2001, da Claudia Gerini e Lunetta Savino, fra le tante voci che hanno dato vita al testo teatrale.
L’opera è composta da diversi monologhi collegati alla vagina, che non rappresenta solo l’organo fisico ma anche l’individualità della donna stessa, e trattano temi come il sesso, lo stupro, l’amore, le mestruazioni, la mutilazione, la nascita, l’orgasmo: tutti da una prospettiva femminile.
L’opera è stata scritta da Eve Ensler dopo aver realizzato oltre duecento interviste a donne su queste tematiche. Si tratta di un testo sempre in costruzione poiché, ogni anno, un nuovo monologo viene ad aggiungersi per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che affliggono particolari gruppi di donne nel mondo.
È nel 2012 che “The V-monologue” (appunto “I monologhi della Vagina”) si trasforma nel V-Day, cioè in una manifestazione. Tutto nasce dall’organizzazione di un corteo di protesta contro le gravi affermazioni del senatore repubblicano Todd Akin, rilasciate in un’intervista televisiva, in cui l’uomo dichiarava che “rimanere incinta dopo uno stupro è un fatto decisamente raro” e che “in caso di uno stupro legittimo, il corpo femminile può fare in modo di chiudere tutto”.
Fu una delle dimostrazioni in strada più partecipate degli ultimi anni negli USA. Eve Ensler comprese che protestare non bastava più: bisognava agire su più fronti e così, nel 2013, diede vita alla campagna mondiale One Billion Rising (Un Miliardo Risorge) poiché un miliardo è il numero delle donne che, secondo le statistiche dell’ONU, ogni anno è vittima di ogni tipo di violenza nel mondo.

Il 14 febbraio è, appunto, l’apice di un lavoro di educazione e aiuto che viene portato avanti tutto l’anno, in tante parti del mondo, attraverso i comitati spontanei che si sono formati e che, spesso, vengono seguiti da Eve Ensler personalmente.
L’iniziativa, per la sua trasversalità, ha riscosso subito successo: già il primo anno hanno aderito 160 paesi nel mondo, arrivando agli oltre 200 del 2015.
Antesignano del #metoo, ogni anno OBR propone all’attenzione della comunità mondiale una tematica di violenza o un ambiente particolare in cui essa viene consumata. È stata posta l’attenzione sulla condizione delle donne in prigione, o negli ambienti militari; l’accesso discriminato alle carriere, le donne bruciate in India, quelle sfregiate con l’acido in Medio Oriente, la necessità per gli uomini di una vera educazione alla non violenza. Bellissima, ad esempio, è la preghiera laica in tutte le lingue che Eve Ensler ha composto per loro.

L’Italia aderisce a OBR con eventi in oltre cento città. A dispetto di ciò che le statistiche sulla violenza nel nostro paese raccontano ogni giorno, sembra esserci molta consapevolezza ma non è ancora sufficiente.
Infatti, dopo il primo anno della campagna, portato in TV da Luciana Littizzetto a Sanremo, questo evento ha perso importanza rispetto alla data del 25 novembre, giornata istituzionale contro la violenza sulle donne. OBR è, al contrario, un movimento che parte dal basso, dove le persone sono attive e si impegnano in prima persona, organizzando incontri, ritrovandosi, parlando, discutendo e, soprattutto, educando.
Partecipare al flash mob del 14 febbraio non significa solo ballare “Break the Chain” (“Spezza la catena”), la canzone creata appositamente per questo giorno. Per chi aderisce alla campagna, preparare l’evento significa venire a contatto nelle scuole o con gruppi di donne e sensibilizzare sul testo del brano, parlare di queste tematiche, portare a conoscenza di ciò che succede nel proprio paese e nel mondo, far crescere nelle donne e nelle ragazze l’orgoglio di essere femmine e il rispetto che si deve pretendere per se stesse e per il proprio corpo.
La semplice coreografia del flash mob, alla portata di tutti, è l’apice di un lavoro di mesi, un momento di protesta gioiosa ma anche di liberazione, di sorellanza universale, di unione, di solidarietà verso le donne che non hanno la libertà di ballare. Tre minuti catartici per tutto il dolore che le donne sopportano nel mondo.
E quel simbolico dito in alto, nel finale, sta lì a ricordarci che noi donne ci siamo, contiamo e, unite, riusciremo a migliorare sempre più questa situazione.

Quest’anno il messaggio di #1billionrising2018 è la solidarietà come lotta contro lo sfruttamento delle donne, come linfa vitale per una rivoluzione pacifica, come arma contro ogni forma di abuso (sessuale, psicologico, lavorativo), come unica strada verso il cambiamento globale, nei confronti delle donne ma con una particolare attenzione anche verso la Terra, Madre di tutti noi umani.

Se non conoscete questa iniziativa e volete saperne di più, potete informarvi presso il sito ufficiale italiano:

https://www.onebillionrising.org/share/la-rivoluzione-passi-di-danza-contro-la-violenza-sulle-donne-il-14-febbraio-torna-one-billion-rising-le-iniziative-nelle-piazze-dellemilia-romagna/

o la pagina facebook: https://www.facebook.com/obritalia/

Cercate l’evento a voi più vicino sulla mappa, per partecipare anche solo come semplici testimoni silenziosi con la vostra presenza e con l’energia di quello che vivrete. Sarà un momento indimenticabile.

https://www.onebillionrising.org/events/#!/44.38636422007376/10.863877725337954/7/

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