Una Call to Action per promuovere il tuo libro

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di Mila Orlando

In questo articolo affronto un argomento spinoso per ogni scrittore, la promozione. In particolare, parlo di call to action: uno strumento pubblicitario che può aiutare a vendere e promuovere il proprio libro. Iniziamo dalle basi e vediamo di cosa parliamo, quando lavoriamo sulle Call To Action.

Cos’è una call to action
“Call to action” o CTA, per parlare come un vero pubblicitario, significa letteralmente Chiamata all’Azione. Si tratta di un testo, quasi sempre breve, che accompagna un’immagine e ti invita a compiere un’azione. Quella frase esprime l’obiettivo commerciale dell’azione dell’utente. Ogni giorno ne leggiamo a centinaia, ci scorrono davanti agli occhi scrollando i feed social o le vediamo incroci sui cartelloni pubblicitari in strada. Qualche esempio:
• “Compralo adesso”
• “Registrati e inizia a risparmiare”
• “Scopri di più”
Con l’evoluzione dei media, le call to action sono diventate sempre più importanti, perché, quando scriviamo una call to action in una pagina web, quasi sicuramente stiamo accorciando le distanze tra noi e l’utente finale. Bastano un click e una semplice frase per trasformare quell’impulso in una vendita. Capirai, mio caro scrittore, che devi essere anche un po’ pubblicitario quando promuovi il tuo libro sul tuo blog e sui tuoi social, perché è lì che ti vai a giocare una partita ad armi pari con i tuoi lettori.
Le call to action sono utili anche per la libreria e vedremo come vengono utilizzate dagli editori per spingere l’acquisto direttamente nel punto vendita.

Come comporre una call to action
Entriamo nello specifico e cerchiamo di ragionare come veri copywriter alle prese con un annuncio pubblicitario o un post social. Immaginiamo di non essere gli scrittori di quel libro, ma colui che deve spingerlo sul mercato. Scindere queste due anime ci aiuterà a essere più distaccati nei confronti del prodotto (ops… del libro) e a partorire un testo più performante.
Una call to action che funzioni deve avere, più o meno queste caratteristiche:
• Deve essere breve e indurre all’azione: “Scarica subito l’estratto e scopri la storia di Camilla”.
• Deve essere chiara e attirare l’attenzione, lascia il lettore con l’acquolina in bocca: “Non perdere la nuova avventura dell’Ispettrice Camilla”.
• Deve sottolineare un reale beneficio: “Il libro che avreste sempre voluto leggere”.
• Deve giocare sulle emozioni: “Dopo aver letto questa autrice non ne potrete più fare a meno”.

Quando e dove usare le call to action
Okay, tutto chiaro, ma quando usarle? Le call to action spesso sono già presenti sul primo strumento di marketing a cui pensiamo nel momento in cui curiamo il lancio di un libro: la copertina. Che si tratti di cartaceo o ebook, la copertina ha già la possibilità di agganciare il lettore non solo con una buona grafica e un buon titolo, ma anche con uno strillo da inserire strategicamente.
• “L’autrice che ha fatto emozionare i lettori di tutto il mondo”.
• “Un’autrice da 1 milione di copie”.
• “Dall’autrice di Camilla e le sue avventure”.
• “Questo libro è emozione allo stato puro” – Vanity Fair (un esempio fra i tanti).

Il secondo utilizzo delle call to action, come anticipavo, avviene nella promozione diretta soprattutto sul sito personale dell’autore e sui suoi canali social. Qui abbiamo a disposizione una possibilità unica: misurare in tempo reale se la cta sta funzionando. Conviene fare dei test A/B, ovvero preparare due testi diversi (nello stesso momento o in due fasi diverse), e in base alle interazioni e alle statistiche verificare quale funziona meglio. L’importante è saper analizzare i dati a tua disposizione: ad esempio, gli accessi al blog, i commenti ai post, il numero di click avuti, le vendite quando è stato online il post.

E tu hai mai sperimentato una call to action per promuovere il tuo romanzo? Perché non provarci dopo aver letto questo articolo? Se ti va, lascia un commento.

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