VOCE AGLI AUTORI INDIPENDENTI

0

Sono sempre di più gli autori che scelgono il doppio binario, da un lato la casa editrice, dall’altro il self-publishing. Ci si è chiesti il perché oggi gli autori sentano il bisogno di diventare imprenditori di se stessi, trasformando il proprio nome in un brand. Ne abbiamo intervistati alcuni per comprendere il motivo di questa scelta e queste sono le loro risposte:

ORNELLA ALBANESE

ornella albanese“Perché dopo anni di CE ho voluto sperimentare il self? Perché mi è sempre piaciuto studiare gli ingranaggi dall’interno. Avevo un romanzo che mi piaceva molto, “Sotto la stessa luna”, una commedia romantica un po’ fuori dagli schemi che non avrebbe attratto i miei editori, interessati solo agli storici, e così ho provato.
A favore: il romanzo è una creatura solo tua, dalla stesura alla cover alla data di uscita. Molto eccitante.
Contro: ebbene sì, la promozione. Si deve essere programmati per una promozione efficace e io temo di non esserlo. Il romanzo ha superato in stelline i miei storici più amati, ma innegabilmente è stato letto meno.
In ogni caso è un’esperienza che rifarei.”

FRANCESCA BALDACCI

Francesca Baldacci“La mia scelta di pubblicare sia con una casa editrice, che per conto mio (ho chiesto espressamente che venisse inserita una clausola nel contratto) è nata da una mia esigenza personale: l’autopubblicazione, infatti, mi dà un gran senso di libertà e mi permette di spaziare dove voglio. Importante è anche il confronto quasi immediato con il pubblico, con i lettori che mi seguono fedelmente e che aspettano i miei nuovi lavori. È vero che, così, si lavora “senza rete”: si tratta anche di una vera e propria sfida, da parte mia. Oggi coloro che pubblicano in “self” sono tantissimi, infatti, ed emergere dal gruppo non è facile: nemmeno per chi ha già pubblicato con una grossa casa editrice. Bisogna avere coraggio per gettarsi nella mischia: ma va bene così!”

GIOVANNA BARBIERI

GIOVANNA BARBIERI“Sono un’autrice ibrida, cioè decido quali storie  auto-pubblicare e quali riservare alle CE free.  Una scelta consapevole che dipende dal tipo di romanzo creato. Ogni metodo di pubblicazione ha i suoi vantaggi e svantaggi.
Vantaggi CE free: editing, cover, garantite dalla CE; presenza di un responsabile durante le presentazioni letterarie; aiuto nell’organizzare presentazioni; il conto vendita nelle librerie. Svantaggi CE free: non tutte le piccole CE  free offrono un buon editing (più per mancanza di tempo che di professionalità); spesso le piccole non aiutano nella promozione del romanzo; i prezzi poco concorrenziali; poca conoscenza di strategie di marketing (spesso danno poca importanza alla cover e alla scontistica); poca trasparenza nelle vendite e nel pagamento dei diritti d’autore.
Vantaggi del self-publishing: libertà di pubblicare anche ciò che le CE non richiedono; libertà nello stabilire i prezzi e gli sconti; creare da soli la propria cover (o possibilità di rivolgersi ai freelance così come per l’editing); avere subito il controllo delle vendite e delle entrate.
Svantaggi  del self-publishing: editing spesso inesistente per mancanza di fondi; cover spesso poco professionali; disinteresse delle librerie; poca fiducia del lettore.”

MASSIMILIANO BELLEZZA

Massimiliano bellezza“Non c’è molto da dire. È stata una prova. I risultati sono appena sufficienti in entrambi le direzioni. Non sono insoddisfatto come esperienze in se stesse, ma rimango lontano da un qualche scenario soddisfacente. Continuerò, credo. E spero in maggiori sorrisi per il futuro. Ho voluto provare il self publishing e non me ne pento: mi ha fatto crescere come autore. Questo percorso mi ha esposto in prima persona e ciò mi ha dato sicurezza. La strada “casa editrice” l’ho trovata più semplice nelle fasi finali, quelle che precedono la pubblicazione. Detto questo: sì, per alcuni autori l’autopubblicazione è stata un modo con cui farsi notare e approdare a realtà più importanti. Una strada alternativa e valida all’interno del variegato mondo editoriale. Una soluzione che all’estero è assai più diffusa e vista con meno scetticismo. Perché accanto ad autori che ne hanno impoverito il valore e la qualità (basta guardarsi attorno), ci sono validi professionisti che coadiuvati da collaboratori competenti tratteggiano romanzi di qualità pari, se non superiore, a quella presente in catalogo alle Ce. Come si dice, mai fare di tutta un’erba un fascio, adagio da considerare con scrupolo e in maniera trasversale, altrimenti il rischio è di diventare sentenziatori senza cognizione di causa.”

LINDA BERTASI

Linda Bertasi“Il mio esordio avvenne nel 2010 . Allora non m’intendevo di editoria e non sapevo cosa fosse il self-publishing. Sono sempre stata legata alla Casa Editrice, la vedevo un rifugio dove l’autore veniva educato alla pubblicazione. Non nascondo di aver considerato il self come una scorciatoia per pubblicare senza doversi sottoporre al giudizio di esperti, ma poi ho compreso come in realtà rappresentasse un’opportunità per l’autore e una responsabilità verso il lettore, perché il self è “da solo”: non ha un team alle spalle, deve pubblicizzarsi, scegliere una cover e trovare un editor.
Sperimentare entrambi è ciò che mi sento di consigliare agli autori esordienti e provare il self almeno una volta per crescere e migliorarsi.”

RICCARDO BRUNI

RICCARDO BRUNI“Non è stata una decisione pianificata, per ogni libro è stata una storia a parte. Semplicemente, quando un editore mi ha proposto di pubblicare i miei libri in nuove edizioni per portarli in libreria ho accettato. In alcuni casi, però, ho tenuto per me i diritti per lo sfruttamento digitale, quindi lo stesso libro ha un editore in libreria e resta invece un prodotto “indie” in formato ebook. Sono tutte possibilità in più che il digitale offre a un autore e credo che la cosa migliore sia sceglierle di volta in volta in base al libro. È chiaro che lavorando come self ti trovi a occuparti di tutta una serie di cose che devi imparare a gestire, dal cercarti un buon editor fino alla grafica della copertina, mentre lavorando con un editore ci saranno dei professionisti, che cureranno quegli aspetti e dai quali puoi imparare molto. Ma la grande novità che la distribuzione digitale ha portato è la consapevolezza che hai, nel momento in cui ti metti a scrivere, di sapere che se arriverai o meno alla pubblicazione dipenderà soltanto da te e non da un redattore o da una scheda di valutazione. Dipende da te, perché puoi decidere di produrti il libro per conto tuo. E questa cosa è grandiosa, per uno che scrive.”

GIULIA BEYMAN

giulia-beyman“Mi piace scegliere. Mi piace immaginare nuovi libri, nuove serie, nuovi protagonisti. Mi piace scrivere storie e seguire il loro destino, dalla pagina scritta agli scaffali (anche solo digitali) di una libreria. Non avevo più tanta voglia di passare il mio tempo aspettando. Per questo ho deciso di essere un’autrice Indipendente.
Amo troppo il mio lavoro per considerarlo concluso dopo aver scritto la parola ‘fine’ sull’ultima pagina.
Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni hanno aperto delle opportunità incredibili per chi ha deciso di fare questo folle mestiere. Non credo ci sia stato, prima, un periodo più favorevole di questo per uno scrittore. E allora più che “Perché?”, io mi chiedo “Perché no?”
Se non bastasse, credo nella saggezza dei modi di dire. Perciò penso che sia sempre un’ottima idea quella di non mettere tutte le mele nella stessa cesta.”

MARIA TERESA CASELLA

MARIA TERESA CASELLA“Ho riflettuto a lungo prima di sperimentare l’auto pubblicazione. In principio ero perplessa; temevo che intraprendere il percorso dell’autrice ibrida avrebbe potuto inquinare il rapporto con i miei editori tradizionali. Alla fine ho scelto seguendo l’istinto, con curiosità e con tanta voglia di mettermi in gioco. Sentivo che l’esperienza di auto pubblicarmi sarebbe stata formativa, come in effetti è stato. Pubblicare da indipendente ha significato espormi con un testo che mi rispecchiasse interamente non solo nel contenuto, ma in ogni suo aspetto, e mi riferisco alla copertina, agli estratti, alle immagini di riferimento, ai dettagli dell’offerta e della promozione. Il mio “Amore Obliquo” è la risultante di questo tipo di lavoro, qualcosa che mi appartiene totalmente. Certo, l’impegno è stato notevole, ma ho imparato molto, e la mia produzione letteraria ha beneficiato delle nuove competenze sotto diversi aspetti. A conti fatti, ritengo che l’auto pubblicazione sia un’esperienza importante per un autore, una prova che valga la pena di affrontare.”

SILVIA COSSIO

Silvia Cossio“Ho scelto di pubblicare self per diversi motivi: per sondare il terreno, per capire se quello che scrivevo – e come lo scrivevo – potesse piacere o meno. Un modo per mettermi in gioco. E un po’ anche per ripiego. Dopo aver spedito a tutte le case editrici ed essere stata beatamente ignorata, sono arrivata alla conclusione che non avesse senso tenere il mio lavoro nel cassetto. Ed essendo per carattere una che non lascia nulla di intentato, e non avendo nulla da perdere, mi sono buttata nella mischia. Devo dire che l’esperienza si è rivelata super positiva! Ho avuto modo di scoprire una nuova realtà, totalmente auto-gestita, capire meglio certe dinamiche, imparare come muovermi… e, non da ultimo, avere un riscontro economico.
La scelta della CE nasce dal desiderio di arrivare in libreria: né più, né meno. La visibilità che danno le case editrici è maggiore rispetto all’auto-pubblicazione, di conseguenza si ha la consapevolezza di toccare con mano il successo.”

FABIOLA D’AMICO

Fabiola D'Amico“Nel 2013 ho scelto di pubblicare in self perché mi ispirava l’idea di essere indipendente e di poter essere in grado di monitorare le vendite. Insomma con l’autopubblicazione diventi manager di te stessa. Ho mantenuto alcuni contratti, anche perché con le opere self mi avvalgo solo del sito amazon e dell’opzione kindle unilmited, dando così l’esclusiva ad amazon. Quando pubblico con le ce, anche se piccole, ho la possibilità di essere scelta da un pubblico molto più vasto, ora sono anche in libreria e il mio nome sta iniziando a farsi conoscere anche da chi non frequenta i social Network.”

FLUMERI & GIACOMETTI

Flumeri & Giacometti“Ci piace sperimentare, da sempre. Ci siamo cimentate in tanti campi della scrittura e ogni volta abbiamo imparato qualcosa e siamo cresciute. È vero, abbiamo una CE importante che continua a pubblicarci e vende i nostri libri sul mercato estero, quindi perché tentare il percorso inverso, ovvero da pubblicate con CE a self-published? Perché riteniamo che essere autrici ibride sia il modo giusto per poter esprimere al meglio le proprie potenzialità. E perché, come per il cartaceo e il digitale, una cosa non esclude affatto l’altra, piuttosto sono complementari. Sappiamo quanto siano lunghi i tempi di pubblicazione di una CE e, per noi che abbiamo trascorsi di sceneggiatrici seriali, l’idea di scrivere una serie era in agguato da tempo. Abbiamo colto l’occasione con la pubblicazione (ad agosto prossimo) del nostro “L’amore è un bacio di dama” in America con Simon & Schuster. Quale momento migliore per realizzare finalmente una serie e pubblicarla anche in inglese, uscendo in contemporanea con “Margherita’s notebook?” Una bella sfida. Anche perché devi dimostrare ai lettori, che sono attenti e smaliziati, di essere ugualmente professionale che se uscissi con una CE. Il primo libro del nostro “Stuntlove” (Angelica) è su tutti gli stores da due mesi e sta carburando. Il secondo romanzo è previsto per l’estate, in contemporanea con l’uscita americana.  Poi, entro l’anno, ci sarà il terzo. E allora potremo fare un bilancio. Ma, indipendentemente dal risultato, ne sarà valsa la pena.

MIRIAM FORMENTI

miriam“Per quasi tre decenni ho pubblicato romanzi e racconti con varie case editrici e, dopotutto, avevo vita facile: scrivevo, mandavo il lavoro e la redazione, poi, mi restituiva le bozze corrette. Probabilmente, non mi sarei mai nemmeno sognata di pubblicare per conto mio se, quattro anni fa, non avessi riavuto i diritti di un vecchio titolo. Un romance storico che era improbabile rivedere in cartaceo con la stessa casa editrice e difficilmente, trattandosi di una ristampa, collocabile altrove. Perché, quindi, non pubblicarlo sulle piattaforme digitali,  dando al libro nuova visibilità?
Naturalmente questo non è stato un passaggio facile e ho impiegato parecchi mesi ad attuarlo. Ho dovuto svecchiare il testo, che, dopotutto, aveva più di vent’anni, e ho lasciato la progettazione della copertina a una ragazza molto capace in quel settore, che si è occupata di particolari non sempre semplici. Per esempio, le immagini che girano sul web sono quasi tutte coperte da copyright, e anche scegliendo di acquistarle il permesso di utilizzazione può scadere. Quindi abbiamo usato fotografie inedite. Dal momento, poi, che non volevo sminuire il romanzo soltanto perché non si trattava di un cartaceo, ho anche fatto preparare il booktrailer. Adoro i trailer.
Ammetto che, subito dopo l’inserimento, ero molto preoccupata. Era stato fatto tutto bene? C’erano refusi? Sì. Ritirato per poche ore, quindi, e reinserito. Mi chiedevo poi, con un certo timore, se le lettrici avrebbero accolto con interesse quel lavoro o se, invece, lo avrebbero ignorato. Ma è andata molto bene e, in seguito, ho messo in vendita anche un’altra ristampa.
Per concludere, per quanto riguarda il cartaceo, non mi sognerò mai di dire che le case editrici si possono escludere, e continuerò a collaborare come ho fatto fin’ora, se lo vorranno; ma se si tratta di e-book è bello poter decidere cosa fare, dalla scelta della copertina al quella del prezzo. E le royalty sono davvero niente male!”

AMABILE GIUSTI

amabile giusti“Mi definisco un’autrice ibrida, sia per quanto riguarda la varietà di generi, sia perché mi piace cambiare metodo di pubblicazione. Ho esordito con un editore tradizionale, ho scoperto il mondo del self-publishing, e adesso continuo a volare dall’uno all’altro ramo. Io scrivo seguendo ispirazioni che non sempre coincidono con ciò che il mercato richiede. L’editore è soprattutto un imprenditore, non incline a investire su una saga fantasy di sette volumi, o su un romanzo che racconta la storia semplice di una bambina calabrese nell’estate degli anni ‘80. Allora, l’unica speranza di arrivare al pubblico, ancorché piccolo, di queste storie, è l’auto pubblicazione. Il self-publishing mi dà libertà, amplifica i suoni del mio mondo, espande l’aria respirabile. Senza il self, la mia “Odyssea” o il romanzo “Solo non si vedono i due liocorni” non avrebbero mai visto la luce. Allo stesso tempo, non mi dispiace affatto ritrovarmi anche in libreria. Il cartaceo ha pur sempre il suo fascino!”

FABIO NOVEL

FABIO NOVEL“La scelta d’integrare i canali editoriali canonici con il self publishing deriva dalle opportunità che il digitale indipendente favorisce, in particolare per la narrativa breve. Utilizzo quindi il canale self soprattutto per riproporre racconti già pubblicati, di cui ho riacquisito i diritti. Ma l’ho adottato pure per valorizzare inediti che so non genererebbero numeri interessanti per l’editoria tradizionale: una pseudo biografia umoristica e una silloge poetica. Inoltre, l’auto pubblicazione mi ha consentito di sperimentare la diffusione di un mio racconto in lingua inglese. Aggiungo che la libertà di gestire in autonomia vari degli aspetti di creazione dell’ebook, come quello grafico, è intrigante, per quanto implichi oneri suppletivi e non eludibili di responsabilità verso i Lettori.”

PATRIZIA INES ROGGERO

PATRIZIA INES ROGGERO“Ci ho messo un po’ a capire quale fosse la strada più adatta a me, se quella con editore o il self publishing e, alla fine, ho deciso di percorrerle entrambe, sebbene prediliga la via dell’autopubblicazione. Amo il self publishing e la libertà che concede, essere padroni del proprio lavoro è impagabile, soprattutto quando si tratta di pubblicare romanzi che ci hanno portato via tanto tempo. Dall’altra parte, avere un editore che ha creduto in noi ci rende più credibili agli occhi degli altri. Questo è il motivo per il quale continuerò a proporre racconti alle case editrici interessate.”

CLAUDIA TONIN

Claudia Tonin“Quattro anni fa volevo pubblicare una storia che avevo scritto, ma non cercavo un nuovo editore. Ne avevo uno bravo, ma non pubblicava romanzi rosa. Così mi sono iscritta al KDP di Amazon e al gruppo FB degli Scrittori Pionieri. Dallo scambio reciproco di informazioni ho imparato come diventare autrice indie e anche se un anno dopo ho lasciato il gruppo, mi rimane la riconoscenza per il loro aiuto.
Per ironia della sorte l’anno scorso il mio vecchio editore ha chiuso e ora i libri editi con loro sono in self mentre il romance è pubblicato da Giunti.
Essere autrice ibrida è proprio il mio destino.”

CHRISTIANA V

Christiana V“I due tipi di editoria viaggiano su binari paralleli e per un autore rappresentano un mezzo per raggiungere una meta: prendo il treno oppure l’aereo per arrivare a X? Nella vita, però, non esiste la perfezione e anche in questo contesto bisogna valutare i pro e i contro, e sono soggettivi. Una clausola sul non poter scegliere il titolo di un testo non andrà bene a me, mentre a un altro risolverà il problema del non riuscire a trovarne uno che funzioni. E poi vogliamo parlare del mettersi in gioco? Dell’essere totalmente responsabili di ogni fase e scelta, dei successi come dei demeriti, e imparare sempre qualcosa di nuovo? Per dirla alla maniera di noi scrittori: dipende dal POV con cui guardi l’insieme.”

ADELE VIERI CASTELLANO

adele-vieri-castellano“Quando ho finito di scrivere Roma 46 d.C. Vendetta, romance storico ambientato nell’antica Roma (Roma Caput Mundi – Leggereditore), invece di trovare un accordo con l’editoria tradizionale ho scelto di diventare un autore indipendente. Lo confesso, è stata una grande sorpresa anche per me. Il perché di questa scelta? Perché mi piace scoprire nuove opportunità. In questo momento il mondo editoriale è un caos e il caos, in ogni campo, annuncia grandi mutamenti. Un percorso fresco forgiato dai neofiti, un’occasione d’oro per trovare un pubblico più veloce e crescere in modo diverso. Nessuno, ancora, può dire in che direzione si sta muovendo il caos ma io preferisco cavalcare l’onda e arrivare preparata, avere un controllo totale sul mio manoscritto. È un’emozione, una fatica, ore di lavoro in più. Ma le soddisfazioni ripagano di tutto. Un’esperienza consigliabile a coloro che vogliono fare, della propria scrittura, un dono ai lettori.”

(Testimonianze di: Ornella Albanese, Francesca Baldacci, Giovanna Barbieri, Massimiliano Bellezza, Linda Bertasi, Riccardo Bruni, Giulia Beyman, Maria Teresa Casella, Silvia Cossio, Fabiola D’Amico, Flumeri & Giacometti, Miriam Formenti, Amabile Giusti, Fabio Novel, Patrizia Ines Roggero, Claudia Tonin, Cristiana Verazzo, Adele Vieri Castellano.)

Autori indipendenti

Commenti