Esperti internazionali e autori insieme per l’ evento di Florence Writers

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di Lori Hetherington

Per il secondo anno di seguito, Florence Writers ha organizzato il suo Publishing Day per scrittori in lingua inglese. L’evento, tenuto al St. Mark’s Church nel centro storico di Firenze il 13 maggio, ha unito esperti internazionali di editoria e scrittori anglofoni.

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La prima sessione della mattina—Lascia che i personaggi raccontano la storia—era molto animata e poteva da sola riempire un workshop di una settimana! I quattro esperti—Juliet Brooke (senior editor a Penguin Random House a Londra), James Wills (agent e direttore della agenzia Watson,Little Ltd di Londra), Marilyn Atlas (produttrice e literary manager di Los Angeles), e Shannon Kirk (autrice americana di ‘Metodo 15/33’ e The Extraordinary Journey of Vivienne Marshall)— hanno scambiato opinioni e suggerimenti pratici su come evitare personaggi banali.
Secondo la Atlas, “Non c’è l’obbligo che i tuoi personaggi siano piacevoli. Un personaggio deve essere affascinante, misterioso oppure una persona con il quale il lettore possa relazionarsi… convincente e con vari strati al proprio carattere.”
Continuando sulla stessa idea, la Kirk ha spiegato, “Io voglio vedere sulle pagine una persona vera con i suoi difetti. Nel arco della storia, il personaggio deve lottare per ammettere a se stesso di avere dei difetti, per affrontarli, o per superarli.”
“Tutti questi consigli sono validi anche con la nonfiction narrativa,” ha aggiunto la Brooke.
“Permetti al lettore di scoprire pian piano i tuoi personaggi.”
Le tecniche per il pitch sono state discusse nella seconda sessione. Gli esperti hanno raccontato in modo spiritoso alcune esperienze che non hanno portato al successo e la Kirk ha spiegato come ha elaborato la sua presentazione fino a quando ha trovato suo agente, Kimberley Cameron, una degli esperti del evento dell’anno scorso. Inoltre, suggerisce di partecipare a concorsi per allenarsi con le scadenze e, se un autore ottiene dei riconoscimenti, questi possono offre un punto di credibilità negli occhi degli agenti e editor.
“Nel pitch—via email o faccia-a-faccia—vai diretto al punto,” ha detto James Wills. “Una presentazione onesta e senza esagerazione è meglio.” In altre parole, meglio evitare ‘Mio libro è l’incontro fra Harry Potter e Codice da Vinci e sarà un bestseller, vedrà!’

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La sessione sulla proprietà intellettuale è stata moderata dall’ewwa Andrea Zurlo. Questa sessione sembrava un po’ meno dinamica, molto probabilmente per il fatto che l’argomento sia meno conosciuto fra i partecipanti , ma non meno importante. Gli esperti concordavano: se un autore invia suo manoscritto ad un agente rispettabile e professionale, non c’è bisogno di temere mentre è meglio evitare quelli senza una reputazione solida. In casi di auto-pubblicazione, può essere utile registrare la propria opera in base alle norme nel paese di origine, ma non è essenziale perché la pubblicazione stessa conferisce la protezione sotto copyright. Con la pubblicazione in modo tradizionale, un autore intelligente legge—e capisce—le clausole nel contratto che firma.
Come l’anno scorso, e come succede al Women’s Fiction Festival a Matera, nel pomeriggio gli incontri faccia-a-faccia hanno permesso ai partecipanti di chiedere consigli, fare un pitch, o faredomande in modo individuale. Parlando con i partecipanti, è emerso che il feedback è stato di grande valore in quanto alcuni degli esperti hanno dato disponibilità di leggere un piccolo estratto in anticipo del incontro; almeno un’autrice è stata invitata con molto entusiasmo di spedire il suo manoscritto per intero al agente. Anche gli esperti sono rimasti contenti: alla fine della giornata si sono espressi in modo positivo sulla qualità in generale delle storie presentate.
Anche nel pomeriggio, David Gaughran, un esperto molto riconosciuto sull’auto-pubblicazione e il marketing per autori, ha presentato due workshop: uno sui passi pratici verso il successo in autopubblicazione, e l’altro sulle strategie di marketing per autori, se sono pubblicati in modo tradizionale, self, o ibrido.
Durante il primo workshop, ha rivelato, “Le case editrici cercano di vendere al prezzo più alto possibile; uno self vuole far arrivare i suoi libri nelle mani di più persone possibile. Sono due mentalità differenti.” Per arrivare al successo consiglia di non affrettare il lancio di un libro o cercare di risparmiare. “Devi produrre il miglior prodotto possibile. Brutte recensioni su Amazon non spariscono, rimangono per sempre.”
Per quanto riguarda la promozione, Gaughran dice che lo strumento più utile è un nuovo libro:
impegni il tuo tempo a scrivere, non correre dietro i social. Un tweet che dice ‘compra mio libro’ non ti aiuterà a vendere libri. Un altro suo suggerimento è di evitare i servizi a pagamento che promettono di pubblicare e promuovere il tuo libro. “Ci sono tanti che sfruttano le tue debolezze per il loro guadagno. Meglio studiare gli autori di successo nel tuo genere e prendere spunto da quello che fanno.”
Uno dei consigli più utili dalla giornata è venuto dall’autrice Shannon Kirk: “La partecipazione ad eventi per scrittori, dove autori e esperti del settore hanno la possibilità di interagire, è uno delle cose più importante sulla strada verso una carriera affermata.”

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