Interviste: Fernanda Romani

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Oggi, abbiamo con noi Fernanda Romani, autrice di romance fantasy.

Diapositiva1-14*Benvenuta. Raccontaci di te. Scrivo da circa quattro anni, dopo qualche fugace tentativo fatto circa vent’anni fa, senza alcun seguito. Al contrario di molte altri, la scrittura non è sempre stata la mia passione, anzi quando andavo a scuola i temi d’italiano erano la mia dannazione. La mia vera passione era la lettura; fin da piccola sono sempre stata una divoratrice di libri e anche se, nel corso degli anni, il tempo per leggere si è assottigliato ho sempre trovato impensabile rinunciarvi. Quando si è affacciato in me il desiderio di scrivere ho fatto una serie di tentativi assolutamente a casaccio, che a me per prima sembravano inauditi, sapendo bene di non aver mai avuto una qualche propensione verso la scrittura. Dopo averla provata la trovai un’attività talmente faticosa e frustrante che, in pochi mesi, decisi di abbandonarla. Circa quattro anni fa conobbi una persona, amica di un’amica, che scriveva da molti anni e scriveva fantasy , l’unico genere che avrei voluto scrivere. Questo è stato l’elemento scatenante che ha risvegliato in me il desiderio di scrivere e stavolta non se n’è più andato.

*Che tipo di scrittrice sei e qual è il genere che più ti rappresenta? Come ho già detto il genere in cui mi sento più a mio agio è il fantasy. Non sono una scrittrice eclettica. L’unico altro genere narrativo che mi ha ispirato un paio di racconti è il western, ma poi ho deciso di dedicarmi solo al fantasy.

* Hai un autore (o un’autrice) al quale (alla quale) ti ispiri? Questa è una domanda che mi mette sempre in difficoltà, dato che non so che cosa rispondere. Il mio libro cult è ”Il Signore degli anelli”  e il mio autore preferito è Terry Brooks, che  ha sempre dichiarato  apertamente di ispirarsi a Tolkien. Detto questo, io non scrivo nulla che abbia a che fare con  “Il signore degli anelli” o con Terry Brooks. Ho preso una strada completamente diversa, scegliendo di trattare temi che ho incontrato mentre decidevo quali storie volevo raccontare.

*Qual è il primo romanzo che hai pubblicato? Lo sto ancora pubblicando, dato che si tratta di un romanzo a puntate: “Endora”. Finora sono usciti i primi due episodi, “Uomini sottomessi” e “Donne d’ombra e di spada”, ne mancano altri due, che ho in corso di stesura e che ho deciso di pubblicare assieme, così come nel cartaceo che uscirà per Natale ho riunito i primi due episodi.

Si tratta di una vicenda ambientata in una società matriarcale , dove le donne detengono il potere assoluto. Gli uomini sono stati relegati al ruolo di semplici lavoratori oppure, se particolarmente attraenti, vengono scelti  per apprendere l’arte virile, cioè soddisfare ogni esigenza femminile. Non si tratta di semplice prostituzione, ma di essere anche accompagnatori e intrattenitori, abili nella conversazione, nella musica e nel canto. Li ho chiamati “liberi amanti”  e, nel tratteggiarne le caratteristiche, mi sono ispirata alle “etère” dell’antica Grecia, prostitute di lusso e uniche donne libere all’interno di una società profondamente maschilista. Endora è una specie di  “mondo alla rovescia” dove le donne governano, combattono e dominano ogni aspetto della società.  Ho messo al centro della storia un triangolo sentimentale tra Naydeia, una guerriera dura e violenta, ma assolutamente fragile nel vivere un amore non ricambiato, e due uomini, totalmente diversi l’uno dall’altro. Killiar è un ex “libero amante”, il tipico uomo di Endora che non mette mai in dubbio la sua sottomissione alle donne, invece Daigo è uno straniero, figlio di un capotribù e abile combattente, costretto a prostituirsi per motivi religiosi. La sua bisessualità sarà l’elemento scatenante che provocherà una serie di dinamiche molto particolari. Tutto questo mentre è in corso una guerra contro un popolo di barbari sempre più audaci nel tentare di invadere il regno. Allo stesso tempo, nella capitale si svolge un feroce gioco di intrighi per contrastare un uomo che cerca segreti troppo preziosi, fondamentali per cambiare la condizione dei maschi di Endora.

*Quale sarà il prossimo? Appena avrò finito “Endora” ho intenzione di riprendere in mano il manoscritto che costituisce il mio progetto originario sul tema della società matriarcale. Il titolo provvisorio è “Trilogia degli uomini”.  Il mondo che vi è raccontato è sempre basato sul potere femminile, ma reso molto più estremo dalla condizione di schiavitù degli uomini, costretti a vivere nel dolore e a essere considerati poco più che animali domestici. L’intera storia copre un arco di 25 anni ed è imperniata sulla storia d’amore dei due protagonisti principali, ma anche sulle vicende delle loro figlie, dei loro amici e dei futuri alleati, le cui vite si intrecceranno con i destini del regno dove vivono.

Il 27 dicembre il blog La Mia Biblioteca Romantica ha pubblicato un mio racconto nella loro rassegna natalizia. Si intitola “La traccia dell’armonia” ed è un paranormal romance. É la prima volta che mi cimento con questo particolare tipo di fantasy e sono in ansia al pensiero di come accoglieranno la mia storia le lettrici del blog. Ho scelto un’ambientazione contemporanea e un luogo suggestivo, Venezia, per raccontare un amore sofferto condito con un pizzico di avventura. Spero tanto che le lettrici si appassionino alla storia di Danivio e Olisana, due personaggi che mi hanno impegnata molto.

*Da dove arriva l’ispirazione? Da anni e anni di letture, film e telefilm. Anni passati a modificare trame, inventare personaggi collaterali, cambiare scene madri e finali, e tutto nella mia testa, senza scrivere nulla se non appunti veloci sul primo pezzo di carta che capitava. Appunti che poi rimanevano lì, disordinati, pasticciati e inutili.

*Hai un luogo speciale nel quale ti rifugi per scrivere? A casa abbiamo uno studio, che usiamo sia io che mio marito, spesso contemporaneamente. Se uso il pc, quello è il luogo ideale. Poi possiedo un gran numero di quaderni e quadernetti dove prendo appunti e che mi porto dietro in viaggio, in vacanza e in altre occasioni.

*Qual è il tuo metodo di scrittura? Lo sto ancora cercando. Per il momento, se sto progettando un racconto mi faccio una scaletta degli eventi principali oppure una sinossi, se invece devo scrivere un romanzo oltre alla scaletta mi faccio tutta un serie di appunti sui personaggi, le ambientazioni, i termini inventati. A volte faccio anche (pessimi) disegni per farmi un’idea dei luoghi dove si muovono i protagonisti e di come descriverli. Purtroppo non ho una costanza giornaliera nella scrittura, dipende dal tempo che riesco a ritagliarmi giorno per giorno.

*Come tieni separate (se ci riesci) la vita di tutti i giorni e l’attività di scrittrice? Non ci riesco affatto.  Cerco di trovare il tempo per scrivere ritagliandomi dei momenti durante la giornata, momenti che spesso non esistono.

Vuoi mandare un saluto a tutte le Ewwe? Un abbraccio a tutte e un grande “In bocca al lupo”!

OoO

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