La mia esperienza del workshop “Editing dalla A alla Z” a Milano

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di Teresa Barbaro

Lasciatemelo dire: partecipare ai workshop organizzati da Ewwa è un’esperienza che lascia il segno. Voglio raccontarvi la mia, in quello organizzato a Milano sabato 13 settembre 2014: Editing dalla A alla Z.

Collage Editing2Nell’elegante cornice dell’Hotel Verdi, in una saletta riservata a pianterreno, Isabella Maet Fracon, editor, blogger e scrittrice ha sapientemente condotto la prima parte della mattinata.
Alessandra Selmi, editor e autrice di ”E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor”, ha proseguito fino all’ora di pranzo. Eravamo circa trenta partecipanti a seguire attentamente le due esperte, presentate dalla vicepresidente Ewwa Alessandra Bazardi e dalla socia fondatrice Viviana Giorgi Georgette.
Ospite d’eccezione, diventata socia onoraria nella stessa giornata, è stata Syusy Blady.

Isabella Fracon ha condotto noi scrittrici (e aspiranti tali) in un viaggio all’interno del mondo dell’editing toccando vari aspetti: il modo migliore per presentarsi a una Casa Editrice con gli errori da evitare, la giornata tipo di un editor, il suo ruolo nell’editoria italiana e alcune scelte dettate dal marketing, il tutto corredato da exursus storici.

È stata sottolineata l’importanza che ogni scrittore comprenda, con umiltà, di aver bisogno di un editing e che il talento richiede disciplina da esercitare con la scrittura costante, quotidiana. Sono stati affrontatati anche aspetti tecnici, come i “12 passi” necessari a un romanzo per reggersi decorosamente sulla sua struttura di base, la conoscenza che l’autore deve avere dei suoi personaggi e la scrittura nei tre diversi tipi di persona. Suggestiva l’immagine che Isabella ha dato dell’editor e dell’autore: quest’ultimo si trova dentro la sua storia come se fosse immerso in una palude, di cui non vede il fondo, e circondato da fronde; l’editor sta sopra e distingue bene il fondo, analizzandolo da ogni angolazione e trovando cosa togliere, aggiungere, modificare per rendere al meglio l’opera. Da ricordare, infatti, che se il lettore deve avere il piacere di immaginare, ciò non significa che lo scrittore debba lasciare buchi nella sua storia.

La parola è poi passata ad Alessandra Selmi che, con ironia e spirito frizzante, ha raccontato la nascita del suo libro legata a una coraggiosa svolta lavorativa che lei ha intrapreso in questi anni; per non farsi mancare nessuna emozione, ha anche autografato le copie!

Durante il pranzo nell’assolata piazza dov’è la Red Feltrinelli, noi Ewwe occupavamo una lunga tavolata. Qualcuna si è ritrovata, qualcun’altra si è conosciuta, qualcuna era di Milano e provincia, qualcun’altra arrivava da Roma, Trento, Rovigo.

Coinvolgente come la mattinata, si è rivelato il pomeriggio che ha visto protagonista la penna, nel senso più pratico del termine: infatti, Isabella Maet Fracon ci ha diviso prima a coppie, poi a gruppi, per esercitazioni di scrittura. Ognuna di noi ha offerto il suo contributo, lavorando da brava artigiana che collabora per portare a termine, dall’inizio alla fine, un mini prodotto ad uso e consumo del compito assegnato. La condivisione è stata collettiva così come i consigli della conduttrice. E così tutte, compresa me, ci siamo alzate dalla sedia con la voglia di scrivere, chi d’iniziare, chi di continuare, consapevoli di quale prezioso lavoro artigianale sia la scrittura.

Che dire, infine? Non mi resta che aspettare il prossimo evento di EWWA…!

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