La promozione culturale fuori dalle metropoli

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di Cristina Lastri

La tematica del convegno Ewwa che si è tenuto a Fauglia (PI) a metà marzo, con il patrocinio del Comune e ospitato nel Teatro Comunale, verteva sulle periferie dei grandi centri culturali e su come sia possibile parlare di scrittura e libri lontano dai luoghi nevralgici dell’editoria.
Durante il Pisa Book Festival avevo conosciuto Anna Bertini, organizzatrice di questo convegno e con la quale sono entrata subito in sintonia. Insieme a un’altra Ewwa, Simona Fruzzetti, che conoscevo già grazie alla scrittura, mi ha introdotta a colpi di volantini nel mondo di EWWA.
Tutto il materiale sull’associazione è rimasto sulla scrivania per mesi; ogni tanto lo leggevo, tergiversavo, rimuginavo, con la mente occupata da altro. Alla fine è arrivata una nuova occasione, al momento giusto. Mi si prospettava la possibilità di vedere da vicino questa associazione di donne che scrivono, come me, dal nome così strano ma bello.
I temi del convegno EWWA sulla scrittura erano le donne che scrivono ma nella vita fanno altro, e su come cercare di promuovere ciò che si scrive: praticamente il mio piccolo mondo racchiuso in uno scrigno. Dato che si teneva vicino a dove vivo, potevo mancare?
Approfittando di un passaggio da Pisa, sono entrata nel vivo delle relazioni umane, ancor prima di trattare le tematiche del convegno. Con le fondatrici dell’associazione, Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti, mi sono trovata a mio agio, anche quando in modo un po’ goffo ho chiesto loro (togliendomi un dubbio atroce) come si pronunciasse “EWWA”, per non cadere in un errore imperdonabile.
Ho ascoltato rapita le amichevoli conversazioni con lo staff organizzativo; ho conosciuto  due socie, Rosa Cerrato e Maria Masella, donne forti e genovesi, che scrivono da sempre oltre a dedicarsi ad altre attività. Mi ha molto coinvolto il loro racconto di vita, l’approccio alla scrittura e come sono arrivate a vincere il premio “EWWA 2017”, con storie normali ma straordinarie al tempo stesso.
Questo  momento ha aperto il pomeriggio culturale dove, appunto, due delle tre vincitrici hanno raccontato le loro opere, commentandole e interagendo con il pubblico.
Dopodiché il convegno ha lasciato spazio alle scrittrici toscane che hanno portato la loro testimonianza di scrittura, di metodica, e di come riescano a incastrarla nella vita quotidiana. Si sono quindi alternati brani letti, recitati e performati, a racconti di vita vissuta delle autrici: Monica Peccolo, Lori Hetherington, Nicoletta Manetti, Andrea Zurlo, Sylvia Zanotto, Claudia Muscolino, Gabriella Becherelli, Linda Lercari, Manuela Della Corte. Tutte hanno in comune il tempo rubato spesso al lavoro e alla famiglia per far splendere quella passione che in quel luogo ci accomunava tutte. Mi sono immedesimata e ho ascoltato con vivo interesse.
Dopo una rilassante pausa tè si è sviluppata la terza parte, quella sulla promozione culturale affidata all’Assessora alla Cultura Francesca Bottici e, per il mondo editoriale, a Teresa Martini di SEM – Società Editrice Milanese e Gordiano Lupi delle Edizioni Il Foglio di Piombino. Entrambi gli editori, sebbene di realtà e numeri diversi, concordavano su quanto sia cambiato il mondo editoriale, non solo esterno ma anche interno. I tagli dei costi hanno portato a spostare fuori tutta una serie di servizi che prima avvenivano all’interno delle case editrici, svalutando spesso il risultato “libro”, diventato meno accurato di prima. Questo, però, è divenuto un vantaggio per gli editori piccolo medi, perché può dare la possibilità di lavorare con grandi professionisti che prima erano invece vincolati da contratto.
Il prodotto libro, ha detto chiaramente Teresa Martini, fa fatica a essere venduto in sé: bisogna creargli qualcosa intorno. Ottimi sono i festival letterari sul territorio che richiamano molte persone, anche nei piccoli centri come quello che ci ha ospitato, si possono organizzare con relativo impegno e spesa e portano buoni risultati.
Ha portato anche un esempio del tutto diverso, come gli spazi gestiti, parlando del loro a Milano, dove la casa editrice si apre al pubblico ogni giovedì con eventi culturali e promozionali che coinvolgono più forme d’arte insieme.
Gordiano Lupi, delle Edizioni Il Foglio, ha raccomandato agli autori di impegnarsi quanto l’editore a promuovere i libri e, nella sua esperienza, tende a spingere tanto sui romanzi locali che hanno molta diffusione nella provincia. Così come puntare sulla partecipazione alle fiere dell’editoria: piccole o grandi che siano, garantiscono di solito buone vendite. E infine, per la promozione, ormai non si può prescindere dai social, dai blog e dalle riviste letterarie anche on line.
A seguito dei loro interventi illuminanti si è acceso il dibattito, dove ciascuno ha trovato spazio e risposte sulla questione libro e sulla relativa promozione, a prescindere dal genere letterario.
Sono uscita dal convegno arricchita di novità e amicizie, nuovi saperi e voglia di fare.
E, infatti comincio da qui, dalle mie impressioni e da questo mio primo articolo, di una che ha appena conosciuto Ewwa e ne è rimasta stregata.

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