MENTE LIBERA, PENNA VELOCE

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Resoconto del workshop “Superare il blocco dello scrittore” – 6 febbraio 2016

di Teresa Barbaro

Una location milanese informale e colorata è stata scelta dall’Associazione EWWA per il workshop del 6 febbraio 2016.

ws_ewwa_0602_2Nella sala al piano superiore del Frida, bar e shop, nel quartiere Isola, in via Pollaiuolo 3, ha avuto luogo il seminario esperienziale per una scrittura catartica, volta a superare il blocco dello scrittore.

E per una volta le scrittrici di EWWA, arrivate dalla città meneghina e dalle province di Milano e Varese, non hanno preso posto tra file ordinate di sedie, ma su tappetini a terra, in una posizione di circle time che favorisce il ritrovarsi di chi già si conosce e l’approccio delle persone presenti per la prima volta.

Sarah Rabolini, socia EWWA e autrice per le Edizioni Piemme, apre la giornata lanciando il sasso attraverso le vignette di Snoopy: ad ogni scrittore capita di trovarsi di fronte alla pagina bianca con l’impressione e il timore che rimanga tale.

Vale la pena, ma soprattutto, è produttivo restare con la penna o il mouse in mano e lo sguardo fisso sulla carta o sullo schermo del PC? E come uscire dall’impasse in modo diverso?

ws_ewwa_0602_1Raccoglie la sfida l’insegnante di biodanza Monica Chiarolanza, che presenta le principali tecniche di rilassamento e meditazione che mirano ad avere la mente libera. Si tratta della condizione ideale per liberarsi della corazza che la vita frenetica può costruire intorno a testa e cuore e per arrivare a una scrittura fluida.

Sotto la guida della coach Monica, il gruppo, elemento imprescindibile per effettuare sessioni di biodanza, inizia a muoversi in cerchio, mano nella mano e seguendo il ritmo della musica, altro ingrediente base.

Rotto il ghiaccio, il movimento continua a coppie che cambiano continuamente in incontri sempre nuovi con l’altro.

Si approda alla danza individuale, improvvisata, libera da giudizi: prima muovendo il corpo come unità, poi focalizzando l’attenzione sulla testa, spesso piena di preoccupazioni che bloccano gli altri segmenti corporei.

Al termine di questo primo sentirsi, scatta la sfida di questo particolare workshop: associare la biodanza alla scrittura spontanea.

Le presenti sono invitate a declinare una ventina di sfaccettature di sé. Di getto, senza gabbie di lunghe riflessioni – e, sorprendentemente, senza grandi difficoltà nell’aprirsi agli altri tramite la lettura a voce alta e lo scambio dei fogli in una nuova sessione di movimento.

Dalla scrittura spontanea si passa a quella consapevole, attraverso esercizi di meditazione a occhi chiusi, sentendo l’energia liberata dal suono di una campana zen.

ws_ewwa_0602_3Si scrive di paure, si pongono domande e si ricevono risposte, rinnovando il mutuo scambio di fogli ed esperienze, in pieno spirito di collaborazione che EWWA favorisce e promuove.

L’ultima parte è dedicata alla libera scelta di scrivere o colorare una pagina sulla quale sono stampati fiori diversi con il loro significato. Si entra in una dimensione sospesa: chi colora riempiendo tutti gli spazi sdraiata sul parquet, chi accenna sfumature, chi scrive ispirata dalle frasi disseminate sui fogli di esercizio.

Parole e colori sgorgano sulla carta, mescolandosi a ricordi personali e flussi di pensieri.

I saluti si avvicinano. Ogni partecipante dona il suo passando attraverso un tunnel femminile e riceve quello delle altre: un tocco, una carezza, una stretta di mano.

Dal cerchio si è partiti e a esso si ritorna per chiudere la giornata.

Sono le 17.00, c’è ancora luce, preludio della primavera che si avvicina e dell’illuminazione di mente e cuore che questo seminario ha portato.

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