Monica Serra ci racconta Obiettivo donna

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di Monica Serra

Non è facile raccontare Obiettivo Donna raccogliendo in poco spazio tutti i contenuti della giornata. Si potrebbe iniziare parlando di un tranquillo specchio d’acqua. Immaginate di gettare in questo placido stagno un sasso e osservate le onde diffondersi in cerchi concentrici: l’oscillazione si propaga nello spazio, trasportando energia. Le onde sono piccole, ma più si allontanano dal punto in cui la pietra è caduta, più diventano grandi.

La giornata del 1 ottobre – quell’Obiettivo Donna con cui Loriana Lucciarini ed io abbiamo scelto di inaugurare le attività del neonato Polo viterbese di Ewwa – è stata proprio come quel sasso nell’acqua: un piccolo gesto capace di diffondere una grande energia.

Nella bellissima Sala Consiliare del Comune di Nepi (patrocinante l’evento, assieme alla World SF Italia), di fronte a un pubblico partecipe e attento, la passione, l’impegno e la competenza dei relatori hanno permesso di affrontare un fenomeno complesso e terribilmente attuale osservandolo da punti di vista diversi e tutti fondamentali.

I tempi erano serrati, gli ospiti tanti, le organizzatrici emozionate e tesissime (complice, tra l’altro, un cambio di location dell’ultimo momento dovuto a un “problema tecnico”), ma ogni tassello si è incastrato in modo perfetto regalando ai partecipanti una giornata intensa, ricca di spunti e riflessioni.

L’intervento della giovane esperta in comunicazione Sara Rossetti, incentrato sul ruolo del corpo femminile e sugli stereotipi ad esso legati, ha subito catturato il pubblico; la discussione successiva ha visto Luigina Sgarro coinvolgere i presenti con una serie di domande sull’evoluzione del ruolo femminile nel corso della storia.

La seconda tavola rotonda si è occupata delle conseguenze della violenza sul corpo e sull’anima di una donna. Il lucido contributo scientifico del sessuologo Stefano Eleuteri (della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica, che ha inserito Obiettivo Donna nella Settimana del benessere sessuale), le riflessioni di Luigina Sgarro sui risvolti psicologici di una violenza e l’emozionante intervento di Sara Pollice, operatrice del centro antiviolenza BeFree, hanno tenuto alta l’attenzione del pubblico.

È risultato evidente quanto si è fatto e quanto ancora ci sia da fare. E l’energia si è propagata, proprio come le onde generate dal sasso.

Il seminario conclusivo della mattinata ha coinvolto altri professionisti e operatori: l’avvocato Maria Teresa Altorio ha evidenziato le lacune legislative sulle quali sarebbe necessario un intervento per tutelare più di quanto già avvenga la sicurezza e la dignità delle vittime di violenza. Dal punto di vista sindacale, Alessandra Tibaldi ha parlato delle difficoltà che ancora oggi le donne affrontano sul posto di lavoro mentre Valentina Bruno dell’associazione Erinna ha raccontato cosa fa un centro antiviolenza, quali sono i problemi organizzativi, quanto impegno serva per portare avanti le strutture dedicate alle donne vittime di violenza. Da parte della politica, rappresentata dall’assessore alle Pari opportunità del Comune di Nepi Eliana Gay, è venuto l’invito a fare rete e a promuovere più iniziative simili a Obiettivo Donna.  Infine, in un pacato intervento sull’autodifesa, il Maestro di Difesa Personale Valerio Burgio ha fornito alcuni preziosi consigli su come gestire le situazioni potenzialmente pericolose.

Dopo un gustoso buffet consumato presso la caffetteria Dami, la giornata è andata avanti con incontri più specificamente dedicati all’ambito letterario. Ben quattro i libri presentati da alcune delle autrici presenti nelle relative raccolte (4 petali rossi, frammenti di storie spezzate – Loriana Lucciarini per Arpeggio Libero, Eva non è sola – Lorena Marcelli per ELLE EMME, La pelle non dimentica – Rita Angelelli per Le Mezzelane, Rosa Sangue – Francesca Garello, Luigina Sgarro e la sottoscritta per Altrimedia Edizioni) per parlare dell’importanza della letteratura nel portare all’attenzione dei lettori un argomento così difficile attraverso racconti e poesie, sfruttando ogni ambito compreso quello della letteratura fantastica. Le presentazioni sono state arricchite da appassionati (e appassionanti) letture di alcuni passaggi delle antologie, a cura degli attori Elena Papini, Riccardo Giacomini e Ramona Giraldi. A seguire, un interessante incontro con le autrici e curatrici editoriali Lorena Marcelli (ELLE EMME Associazione Culturale), Loriana Lucciarini (Edizioni Arpeggio Libero) e Rita Angelelli (Le Mezzelane Casa Editrice) per capire come progettare, realizzare e diffondere un’antologia solidale.

A conclusione di una giornata tanto ricca di spunti e contributi, nel workshop di scrittura creativa tenuto da Andrea Franco (Franco Servizi Editoriali, autore Mondadori e non solo) si è parlato di alcune importanti nozioni tecniche utili a gestire una narrazione di violenza: dal ruolo fondamentale del punto di vista al registro stilistico, per colpire il lettore nel modo “giusto” senza lasciarsi sopraffare dall’emotività legata al tema narrato.

Il pubblico che si è avvicendato durante la giornata ha partecipato ai lavori con attenzione e interesse; come ha ben detto Loriana Lucciarini in un post su Facebook: “Abbiamo lavorato tanto per portare un alto livello di discussione e contributi e questo è stato compreso da tutti. La partecipazione ci ha ripagato di tutto”. Un risultato non scontato, che però ci fa comprendere che il tanto lavoro fatto ha raggiunto i suoi obiettivi e che ci spinge a proseguire nel cammino iniziato. Ci è stato chiesto infatti di non fermarci, di gettare altri sassi e far propagare così nuova energia, per coinvolgere e approfondire. E noi non ci fermeremo.

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