NaNoWriMo perché

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Oggi iniziamo a pubblicare una serie di tre articoli, a firma Amneris Di Cesare, dedicati al NaNoWriMo (National Novel Writing Month). Nel primo si spiega in cosa consiste questa iniziativa, nel secondo se ne racconta la storia, nel terzo si fa la conoscenza del Camp NaNoWriMo, la versione “training” della sfida.

di Amneris Di Cesare

Alla fine del 2016 sono stata coinvolta dalla collega e amica Maddalena Cafaro nella partecipazione al NaNoWriMo. Di che si tratta? Innanzitutto spieghiamo che cosa vuol dire la sigla: National Novel Writing Month, “mese nazionale della scrittura di un romanzo”.  Si tratta infatti di un contest letterario internazionale, senza alcun tipo di premio finale che non sia ritrovarsi, se si è bravi e costanti, con un romanzo completo interamente scritto – anche se in “malacopia”.

Pur partendo dai paesi di lingua anglosassone (il “National” della sigla fa riferimento al primo paese in cui fu varata l’iniziativa, gli USA) ed essendo prevalentemente popolare tra gli autori inglesi e americani, l’iniziativa ha le sue sezioni dedicate anche ad altri paesi, tra cui l’Italia, e sta prendendo piede sulla rete in forma capillare, anno dopo anno. Ne avevo sentito parlare già da tempo, eppure non mi ero mai decisa ad avventurarmici perché impegnata su altri fronti. Gli impegni non sono diminuiti nel frattempo ma quando Maddalena mi ha chiesto…

“Partecipi con me al NaNoWriMo?”
…io mi son detta:
“E perché no? Proviamoci.”
 
Ma in cosa consiste realmente l’evento?

Il contest ha inizio il 1° novembre e termina il 30 dello stesso mese di ciascun anno, con l’obiettivo finale di scrivere 50.000 parole (possibilmente di un solo romanzo, ma sono ammessi anche racconti, o parti diverse di più romanzi, insomma ciò di cui ciascun autore ha necessità in quel momento). Ogni giorno, quindi, i partecipanti dovranno inserire nell’apposito counter (sul loro account del sito ufficiale) poco meno di 2000 parole scritte. Solo alla fine, verrà chiesto di caricare sull’account l’intero manoscritto che comprovi le effettive 50.000 parole scritte. Alla fine del contest, ogni autore o aspirante tale che arrivato fino in fondo si ritroverà ad aver scritto un intero romanzo breve, o parte di uno lungo, o una raccolta di racconti, insomma un manoscritto completo… e tutto questo in un solo mese!

Leggete bene: stiamo parlando di parole e non di battute spazi inclusi, come molti tra noi autori/autrici siamo abituati a ragionare. Gli anglosassoni ragionano in termini di parole, ed essendo un’iniziativa che parte da i paesi di lingua inglese, questo è il modo di calcolare il contest.

Sarà dura? Sarà impossibile scrivere tutti i giorni quasi 2000 parole? È assai impegnativo, lo ammetto. Alcuni lo definiscono “un massacro”. Però posso dire che è stimolante in un modo spaventoso. Perché si tratta comunque di una bella palestra, un esercizio di scrittura non indifferente. E dopo aver partecipato a due contest e ad un NaNoWriMo Camp (di questo vi parlerò nella prossima puntata), posso confermare quanto la straordinaria efficacia di questa esperienza in termini di produzione. Nel 2016 ho terminato ben due romanzi e nel NaNoWrimo di Novembre 2017 ho scritto buona parte – non è ancora terminato ma sono a buon punto – de “IL Romanzo”, quel testo che tutti abbiamo nascosto in un cassetto del cuore e che abbiamo in animo di scrivere un giorno, senza però mai aver il coraggio neppure di iniziarlo. Ebbene, io quel romanzo lì lo sto scrivendo, e tutto grazie alla sfida del NaNoWriMo!

Che aspettate? Andate a dare un’occhiata al sito NaNoWriMo e fateci un pensierino anche voi.

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