Parlare in pubblico: Si può!

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Impressioni da una giornata particolare di Paola Gianinetto

Corso speaker 1“Venite, ragazze, cominciamo”.
Una ventina di donne, anzi, di Ewwe, si dispongono in cerchio, si sbirciano l’un l’altra e si sorridono, un po’ imbarazzate. All’inizio non sappiamo che farcene delle mani, dei piedi, degli sguardi, ma dopo pochi minuti tutto cambia. Mirella Mazzeranghi ci conquista. Con la sua voce calma e sicura, ma anche con il suo modo di muoversi nello spazio, come se le appartenesse. Sono sicura che in quel momento abbiamo pensato tutte la stessa cosa: vorrei tanto essere come lei. Vorrei riuscire a stare davanti a un pubblico senza tremare e asciugarmi di nascosto le mani sudate, a parlare di me e del mio lavoro con voce ferma e sguardo fiero e non sussurrando a fatica frasi sconnesse, neanche mi vergognassi di aver fatto qualcosa che amo, o pensassi di non meritare l’attenzione di chi mi sta ascoltando.
Corso speaker 2Nella giornata di sabato abbiamo imparato a prendere coscienza del nostro corpo e a renderlo più rilassato, aperto agli altri anziché chiuso in se stesso. Ci siamo messe alla prova facendo quello che più spaventa la maggior parte di noi: stare in piedi di fronte a tante persone e doverle interessare, avvincere, conquistare. Convincerle che il nostro romanzo, il nostro progetto, la nostra creazione, valgono la pena di essere presi in considerazione solo perché glielo diciamo noi.
Mica facile. E non voglio mentirvi: in un giorno, nonostante le meraviglie compiute da Mirella, non ho imparato a farlo. Ma ho capito una cosa che ha cambiato radicalmente la prospettiva di un’insicura cronica come me: riuscirci è possibile. Basta allenarsi, come per correre la maratona. Tu alleni i muscoli delle gambe, il fiato e dici alla tua mente che puoi farcela. Poi ti butti e, se ti sei impegnata sul serio, magari non vinci ma di sicuro tagli il traguardo.

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