Risorse web per Indie – 1: Gli short link

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di VeloNero (Raffaella Poggi)

Qualche ricordo
Sono sempre stata affascinata dalle potenzialità del personal computer, diciamo dai tempi del Commodore Vic-20. Mio cugino e io, a casa, con una semplice guida e inserendo lunghe stringhe di dati per cui occorreva passare un intero pomeriggio attaccati al televisore con un cavetto e una tastiera, riuscivamo a giocare per cinque minuti buoni a tennis elettronico senza dover uscire, incontrare amici… andare nelle sale giochi, tristi, piene di ragazzini brufolosi che si dilettavano con Pac-man e altri giochi che imperversavano con grafiche colorate e scenari spaziali.
“Vuoi paragonare certi stereotipi a due righette verdi create da noi!”, ci dicevamo quando cercavamo le motivazioni giuste per continuare a immettere dati, invece di uscire a giocare con i nostri amici.

Giocavamo cinque minuti perché occorreva programmare ogni singolo passaggio, a mano, senza schede di memoria: quando era ora di cena, o del telegiornale, o il mio fratellino accampava diritti sul televisore, si doveva staccare il cavetto e addio stringhe e videogioco. La volta successiva occorreva ricominciare da capo e si ricaricava tutto dall’inizio. La memoria non era contemplata.
Probabilmente molti di voi non hanno la più pallida idea di cosa io stia raccontando. Sappiate solo che dieci anni dopo elaborai la tesi di laurea su uno dei primi portatili in commercio, un Toshiba: anche quello aveva una ram minuscola e girava grazie al vecchio ms-dos, programma operativo che, in confronto al linguaggio basic usato dal vic-20, era stellare. A ogni accensione, però, si inseriva il floppy con il programma – io usavo Word Star per comporre testi e Lotus 123 per gestire dati – e i file venivano salvati su dischetti, manualmente, altrimenti addio lavoro. La memoria del portatile era 500 kilobyte, mezzo mega… in pratica ci stavano dentro cinque foto tessera.
Era “il mio amico”, gli avevo dato un nome – cosa che faccio tuttora, per altro – e lo avevo chiamato Toshiro.

È passato molto tempo da allora: mio cugino è diventato ingegnere elettronico e ha al suo attivo due brevetti di automazione e diversi programmi, io ho continuato a essere la solita dummie; ma quel senso di potere e libertà che provavo allora è sempre vivo.
Il pc, per me, è sempre stato come la patente e l’automobile, un sinonimo di libertà e orizzonti aperti; infatti, quando è arrivato internet, mi sono resa conto che, in rete, anche una negata come me poteva trovare il mondo aperto e a portata di mano, ogni risorsa a disposizione con un click. Ho imparato una cosa fondamentale: tutto si può fare, in maniera semplice, efficace, legale e spesso gratuita o quasi. Le risorse ci sono, basta cercarle – e Google ne ha moltiplicato all’infinito le potenzialità – anche se è consigliabile affidarsi a professionisti per ottenere i risultati migliori, e nel web se ne trovano di seri, affidabili e non esosi.
Non sempre però ci si può affidare a terzi, per questioni di tempo e di costi. A volte si deve produrre un piccolo contenuto velocemente e da sé. Come fare? Le risposte sono anch’esse nel web. Esiste un tutorial per qualsiasi cosa, fosse pure costruirsi un aeroplano nel garage.
Io non arrivo a tanto, ma ho sempre bisogno di idee nuove e strumenti efficaci per pubblicare contenuti e propormi nel web. Infatti, se mio cugino è diventato un informatico, io invece, nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita… insomma mi sono impelagata nel mare limaccioso del publishing.

Esigenze e soluzioni
Ormai è chiaro a tutti – blogger, editor, grafici, autori editi e self, giornalisti – che bisogna promuoversi da sé.
Tutti siamo self nella promozione.
Per cui bisogna trovare il modo per farlo con efficacia, concentrando le risorse economiche e intellettive in maniera mirata, e arrivare allo scopo velocemente, senza dispendio di energie preziose. Chi, come me, non ha tempo di studiare Photoshop, Gimp, Autocad e simili (ovviamente previo acquisto di programma originale, guide cartacee, ebook, e visione di seicento tutorial su Youtube) dovrà cercare il modo più breve e semplice per ottenere il risultato prefisso, sfruttando al massimo le potenzialità dei programmi e delle risorse che si hanno già a disposizione.

Che cosa faccio quando voglio produrre un contenuto e ottenere un risultato efficace in breve tempo, il più possibile simile all’idea che ho in testa o al soggetto che mi piace? Studio gli elementi di quel contenuto, faccio una ricerca mirata su Google e alla fine scovo quello che mi serve per ottenere ciò che voglio.
Articoli come questo saranno dunque dei minitutorial dove vi mostrerò i passaggi che ho effettuato, da brava dummie, per promuovere la mia attività di autrice. Nessuna pretesa di esaustività, solo scorciatoie web volte a ottenere un risultato, per chi, come me, è un principiante e non può studiare tutto e approfonditamente di argomenti per cui non basterebbe una vita.
Insomma, ottimizzazione di risorse limitate sarà la linea guida. Solo ciò che occorre per raggiungere lo scopo. Non vi tedio oltre e comincio subito con un minitutorial per pubblicare link sui social o nei siti.

Gli short link
Quando si pubblica un link in un post su Facebook, generalmente appare un’anteprima, cioè una finestra attiva: una volta comparsa l’anteprima, si può cancellare il link prima di premere “invio”, e in questo modo rimarrà solo la finestra che permette di aprire la pagina web.
Perché è consigliabile cancellare la stringa del link? Per avere un testo più immediato e pulito. Di più facile comprensione.
Mi direte: «C’è bisogno del tutorial?»
No e… sì. Mi spiego.
A volte occorre lasciare un link visibile, ma “ripulito”. Si possono ripulire tutti i link troppo lunghi per ottenere una visualizzazione migliore, una stringa breve per un post più nitido. Poi – nella prossima puntata, che scommetto che vi interesserà – si potranno cancellare, all’interno del link, i codici con informazioni superflue.
Quindi oggi vi presento un’applicazione online, BILTY, in grado di ridurre con un piccolo copia/incolla la lunghezza della vostra stringa.
Guardate l’immagine: ho evidenziato il link della pagina che desidero postare con relativo collegamento.

Basta copiare dalla barra, con un bel Ctrl/C, e aprire la pagina di BILTY

Per incollare è sufficiente spostare il mouse sulla barra, tasto destro del mouse e fa tutto da sé; poi cliccate “copy” e il vostro short link è pronto per essere incollato ovunque vogliate.
LINK ORIGINALE http://ewwa.org/lofficina-della-scrittura-storia-del-segno-dallantichita-a-oggi/
LINK BILTY RIDOTTO http://bit.ly/2EJqdf9
Che dite, può esservi utile?
Forse… ma attenzione! Vi sconsiglio di farne uso per i link Amazon.
Sento da qui un coro di voci…
«Perché?!»
…questo ve lo racconto la prossima volta.

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