Scrittori di Natale

0

di Desy Icardi

A Natale son tutti più buoni, a parte gli scrittori
Quand’ero una scrittrice inedita, nel periodo natalizio mi aggiravo nelle librerie tra le novità editoriali con l’umore di un drago di Komodo, chiedendomi perché “quei tizi” sì e io no.
Ora che ho pubblicato diversi titoli, quando mi capita di passeggiare in una libreria addobbata a festa, mi domando – sempre con l’umore del summenzionato drago di Komodo – perché il tal libro strenna sia presente in cinquecento copie disposte a forma di piramide maya, mentre l’unica copia del mio ultimo romanzo giaccia nel ripiano basso dello scaffale dietro alla porta o, peggio, sotto la gamba di un tavolino zoppo.
Insomma, a Natale son tutti più buoni, ma non è facile mantener fede al proverbio quando le palle (di Natale) girano vorticosamente.
Preso atto che dal malumore dello scribacchino non si guarisce né da editi né da inediti, ho un luminoso consiglio natalizio per tutti gli scrittori, al quale io stessa non ho la costanza di uniformarmi: siate amabili!
Per citare la commediografa Mary Chase “Nella vita puoi essere furbo – ma allora devi essere molto furbo – oppure puoi essere amabile. Io consiglio l’amabilità”. (Harvey)
Il criticare questo o quest’altro libro non fa bene al nostro spirito, né alla nostra carriera.
Quel tal scrittore proprio non meritava di vedere il suo libro esposto a foggia di piramide maya?
Tranquilli!

Avete visto che fine hanno fatto i maya?
Scherzi a parte, non si tratta di augurare apocalissi a nessuno, ma piuttosto di non farsi il sangue amaro e la reputazione dei rompi palle (sempre palle di Natale, sia chiaro).
Finché andrete per librerie facendo le boccacce ai titoli sgraditi non vi accadrà nulla – salvo che il libraio esasperato non vi molli uno scappellotto, ovviamente – altra cosa è invece inveire sui social e sul vostro blog.
Il blog è uno strumento importante per uno scrittore, e molti hanno esordito grazie a esso (io sono tra questi), ma ciò diventa difficile quando ci bruciamo ogni editore stroncandogli mezzo catalogo.
Cosa dici tu là infondo? Sei una che dice sempre ciò che pensa?
Be’, in primis non è necessario buttare fuori tutto ciò che si ha dentro, altrimenti ci toccherebbe sputar fuori anche fegato, pancreas e le altre frattaglie, tutta roba poco gradevole alla vista.
In secondo luogo, se in quanto lettori abbiamo diritto di esprimere il nostro insindacabile parere su ciò che leggiamo, come scrittori dovremmo essere più cauti, in quanto prima o poi potrebbe servirci una casa editrice; salvo non volerci auto-pubblicare, ma anche in questo caso è consigliabile tenere a mente che i polemici piacciono poco sia agli editori che ai lettori, per non parlare di mezza umanità (la metà non polemica).
Stroncare un libro e poi chiedere a quello stesso editore di pubblicare il nostro, è un po’ come andare in una pizzeria, insultare il pizzaiolo, scrivergli una pessima recensione su trip advisor proprio davanti al naso, per poi chiedergli se ha bisogno di un cameriere.
Come dicono le nonne: se non puoi parlarne bene, non parlarne affatto.

Buone Feste

Commenti