Self-Publishing: un mondo in continua evoluzione

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di Sarah Rabolini
image-11-11-15-04-44La giornata di venerdì 7 novembre 2015 a Milano é stata intensa. Il seminario proposto da Adele Vieri Castellano, Monica Lombardi e Il Velo Nero sull’autopubblicazione è stato un susseguirsi di informazioni, notizie, curiosità e concrete operazioni da eseguire per pubblicare in autonomia.

“Il self è un’opportunità per pubblicare quello che ad una casa editrice al momento non interessa. Ovviamente ci si mette in gioco in primissima persona per cui il prodotto deve essere di qualità” introduce così Monica Lombardi l’argomento e suggerisce alcune strategie come il “Beta reader” per sistemare il testo.
“Un autore deve imparare a buttare via ciò che non va, deve capire cioè quello che non funziona del proprio lavoro” aggiunge Adele Vieri Castellano sottolineando ancora una volta che alla base di un self ci deve essere un libro ben curato. Poi le autrici ci raccontano la storia del digitale, a partire dal Novembre 2010 quando arriva Amazon.it fino ad arrivare a dicembre 2011 quando gli autori pubblicano da soli, gratuitamente e ricevono royalties pari al 70% sul prezzo di copertina, puntuali ogni mese sul proprio conto corrente. Infatti nel giro di poco il mercato viene invaso e sei mesi dopo arriva anche Kobo.
image-11-11-15-04-44-1Le autrici ci spiegano cosa sono gli ISBN e come si possono acquistare perché identificano il libro e l’autore. “ Gli ISBN sono a pagamento: 80 euro più iva. Si deve fare un account su ISBN e un’iscrizione come un’associata. Si possono comprare anche 2 o 3 codici alla volta anche se il libro verrà pubblicato tra mesi.L’ ISBN serve per pagare meno tasse” dice Adele Vieri Castellano che dopo aver pubblicato con Fanucci ha voluto sperimentare la via del self con il suo “Roma 46 D.C. Vendetta”. “Esiste anche Asin- suggerisce Monica Lombardi ”é su Amazon e non serve l’ ISBN. Invece su Kobo serve per forza l’ ISBN.”
Con il grande boom degli e-reader molte sono le piattaforme a cui fare affidamento. Per esempio su “Il mio libro.it ” c’é la possibilità di farsi fare un preventivo per una eventuale pubblicazione e la distribuzione é garantita in alcuna librerie tra cui la Feltrinelli. Un’altra piattaforma é “Create space”, in inglese, molto semplice: si inseriscono i dati anagrafici, il file e la copertina. “ L’ideale é avere una persona che faccia la cover, perché diventa più semplice gestire le misure, i pixel e la risoluzione” dice Adele.
Il Velo Nero ci racconta invece la sua esperienza di auto pubblicata, prima di essere scoperta dalla Newton Compton e mette in guardia dalle case editrici a pagamento che  giocano sulla debolezza dello scrittore che desidera vedere il proprio libro tra le mani. “Se un autore si autopubblica deve pensare di investire del denaro per editing e cover. La mia esperienza é stata attraverso Narcissus, sulla piattaforma Simplicissimus Book Far: la Pubblicazione é a costo zero,c’é molta assistenza, il codice ISBN va al 4%  e si é presenti  su tutti gli store, c’é chiarezza di notule e fatture. Di negativo: sono più lenti nei pagamenti perché le royalties arrivano dopo circa tre mesi.” Il Velo Nero cita anche Back typo, Calibre e Sigi.
image-11-11-15-04-44-2Maria Paola Romeo, agente letterario della “Grandi e Associati” ed editore di Emma Books racconta di come Emma sia nata insieme al digitale e la prima cosa che ha dovuto rivedere e cambiare é stato il contratto editoriale “perché il diritto elettronico é un diritto primario che prevede un trattamento tanto quanto quello cartaceo. Si doveva riconoscere al diritto elettronico un rispetto che fino a quel momento non aveva. Gli editori sono stati molto diffidenti all’inizio, fino ad arrivare alle campagne “Un libro é un libro”. La carta e l’ ebook possono convivere e il vero lettore si muove su entrambi i fronti.”
Quando si passa dal self all’editore, come é successo a molti autori, é sempre meglio considerare la distribuzione, informandosi cioè su come l’editore distribuisce il libro. I librai sono sommersi da proposte e prenotano dall’ editore un numero di copie che a sua volta stampa in base alle previsioni di vendita”.
Dal pubblico arrivano le prime domande: “Cosa pensano gli editori del Self?”
Maria Paola Romeo sostiene che il self sia diventata una nuova piattaforma per scoprire gli autori; ad esempio, la Newton é stata la prima a vedere questa opportunità. Purtroppo l’autore self che passa all’editore non sempre si sente appagato perché l’editore non garantisce soldi a fine mese ma una volta all’anno, non si ha il controllo delle vendite come sul self.
image-11-11-15-04-44-3“Gli Indies- continua Maria Paola- sono un’auto pubblicazione assistita. Se pubblichi all’estero devi avere per forza l’agente o una casa editrice perché é molto più difficile. In un paese diverso dal tuo, devi conoscere le blogger, i servizi, devi avere una sorta di assistenza alla promozione. Se avente un agente e volete sperimentare il self, fate comunque con lui una strategia, concordate tutti gli aspetti.”
 La parola torna a Monica Lombardi che affronta la tematica del prezzo: “Molti intendono l’autopubblicazione come sperimentazione, cioè il lettore segnala l’errore, l’autore sistema il testo e poi lo ributta in Amazon. É una modalità poco professionale così come l’abbassare molto il prezzo. Evitate lo 0,99 perché é dequalificante rispetto al contenuto, a meno che non sia un periodo di promozione. Il prezzo dovrebbe essere in linea con l’editore tradizionale. Sulle 250 pagine di solito si stima un prezzo di copertina sotto i 5,00 euro. 4,99 é un prezzo giusto per dare valore al lavoro e alla scrittura. Se siete auto pubblicate, contattate i blog e cercate di fornire i punti salienti del vostro lavoro”.
Le protagoniste del seminario ci parlano poi di Goodreads, che é una data base virtuale solo in inglese a cui si può collegare il proprio blog e ci spiegano cosa siano le “Arc”,  accordi per cui si regala il proprio libro ai blog in cambio di una “ recensione onesta” . Su Pinterest invece si caricano foto, soprattutto copertine di libri o può essere utile se si pubblicano luoghi che fanno parte di un romanzo pubblicato in self. Anche Instagram é usato molto dagli autori per proporre ai lettori una cover da scegliere.
image-11-11-15-04-44-4L’ultimo ospite della giornata é Diego Marano, manager di Kobo Writting Life. A lui il compito di illustrare il self sul Kobo. L’intervento di Marano parte dall’ autore Mark Dowson e dalla sua idea di coinvolgere un numero tale di lettori che già dal primo click sul suo profilo ricevono in omaggio un suo libro. “Get my free Books” é un modo per creare dei legami con i lettori che ricevendo un primo romanzo gratuitamente, acquisteranno certamente un secondo”. Anche Diego Marano suggerisce strategie concrete per impostare il self, tra cui quella di andare su Kobo, alla categoria a cui si riferisce il proprio romanzo e calcolare il prezzo medio, moltiplicando per il numero di pagine e arrotondando a ,99.” Aggiunge anche che le  recensioni negative fanno vendere di più di quelle solo positive e che il mercato digitale é cresciuto molto in Italia, anche se “siamo indietro rispetto ad altri paesi come l’ America dove si vende di più in digitale e non in cartaceo”.
In conclusione abbiamo visto come  pubblicare su Kobo un libro, come cliccando su “Start” si possa caricare un capitolo alla volta di un romanzo, facendo semplicemente un “copia e incolla” dal proprio file. La nostra attenzione si é spostata, infine, sulle copertine e su come la sequenza o la ripetizione del carattere o di elemento, creino una sorta di marchio dell’autore che lo rende riconoscibile immediatamente. E per finire, si é parlato di titoli vincenti a partire da parole chiave. E anche qui si é aperto un mondo digitale, a partire da Google trends. Ci vorrebbe un altro seminario solo per titoli e le copertine!!!

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