Erri De Luca a Civitonica 2018

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di Loriana Lucciarini

La manifestazione

Incontro Erri De Luca alla kermesse culturale “Civitonica 2018 #liberidisapere” di Civita Castellana (Viterbo), durante la presentazione del suo ultimo lavoro, Diavoli Custodi, pubblicato da Feltrinelli e realizzato in collaborazione con l’artista Alessandro Mendini che ne ha curato le illustrazioni.
Un incontro emozionante, intenso, vero, coinvolgente che ha permesso di scoprire molto di più di Erri scrittore e uomo, anche grazie alle domande di Angelo Deiana, intervistatore attento, preparato, preciso.

Un appuntamento all’interno di un calendario di incontri e proposte culturali  interessanti e diversificate. Civitonica infatti non è solo letteratura, oltre agli appuntamenti di prestigio inseriti nella kermesse (Erri De Luca, Dacia Maraini, Saverio Tommasi) grande importanza è stata data anche al cinema, con proiezione di titoli che ne hanno fatto la storia recente (Fight Club, Pulp Fiction, Blade Runner, Inception, 127 Hours). È musica, con eventi dedicati alla musica classica e lirica (come la master class di pianoforte e il concerto dedicato a Verdi e Puccini). È storia e cultura, con il calendario che propone approfondimenti tematici (fra questi vi segnalo gli incontri sulla Prima Guerra Mondiale e la premiazione del concorso “I giovani incontrano la Shoah” rivolto alle scuole). Civitonica è anche arte contemporanea (l’incontro con l’artista Jerico Cabrera Carandang e i suoi murales); Civitonica è informazione e approfondimento sociale (all’interno dell’ampio calendario di proposte anche il corso di formazione per giornalisti e il seminario sul bullismo e cyberbullismo).
Insomma, Civitonica è cultura a 360 gradi. Una rassegna di peso, realizzata dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Civita Castellana, arrivata alla VIII edizione che, per questo 2018, vede eventi programmati nell’arco dell’anno – partendo da settembre per chiudere a giugno – con un’offerta culturale di sicuro successo capace di coinvolgere spettatori e pubblico.

Info:
Fb: https://www.facebook.com/civitonica/
Sito web: http://www.civitonica.com/
Twitter@CiviTONICA

Calendario eventi:  http://www.civitonica.com/sfoglia/

L’autore

«I diavoli sono delle disgrazie che stanno piantate dentro ciascuno di noi,  sono dei mostri.» ha esordito così Erri De Luca, rispondendo alla domanda di Angelo Deiana, sul tipo di tematica che avremmo trovato all’interno del suo ultimo lavoro.  «Sono custodi – ha proseguito l’Autore – perché non se ne vanno, non si possono sfrattare. Però, in questo modo, con questa scrittura, sono riuscito a guardarli bene in faccia e far loro una visita, circoscriverli. Il risultato non è terapeutico, serve semplicemente a riconoscere che razza di batteri ci sono dentro il nostro corpo.»
La sua collaborazione con Alessandro Mendini è nata in modo fortuito. L’artista ha sottoposto a Erri De Luca alcune sue tavole e da lì è nata l’ispirazione.
Come si sono organizzati per lavorare insieme? Erri sorride e risponde, schietto: «Non ho metodo. In questo lavoro di rimbalzo ho scritto quello che i disegni mi facevo avviare: i miei mostri. Mostri che già conoscevo ma che ho iniziato a conoscere meglio.» E aggiunge: «La realtà, quando la scrivi, ha maggiore nitidezza. Così io ho visto più nitidamente i mostri che avevo dentro.»
Ritornando al titolo, Erri spiega: «Diavoli Custodi, perché non vanno via con la scrittura, rimangono e sono sempre presenti. I Diavoli sono tanti, sono dentro di noi da tempo, trasmessi dai nostri genitori. Ho raccontato di alcuni. Quelli che aprono e chiudono il volume sono il Terremoto e l’Indifferenza.»
Alcuni temi sono cari all’autore, tanto che si ritrovano in tutta la sua produzione e fra questi c’è proprio l’Indifferenza che, per sua stessa ammissione è: «un mio aspetto… peccato che la mia indifferenza venga sempre disturbata dalla realtà che mi impedisce la quiete.»
Dice bene Erri, perché ci sono anche diavoli attuali e spaventosi, che coinvolgono la nostra società ai quali è impossibile restare indifferenti.
Si parla di Guerra, si parla del Mediterraneo e delle sue stragi della disperazione. Si parla di Opere pubbliche inutili, fatte per spendere il denaro della collettività senza una reale validità. Si parla della Val Susa e delle Terre Avvelenate, che coprono marciume ed esalano veleni tossici, dell’Odio razziale e dell’importanza della Parola ascoltata, che permette di difendere i propri diritti. Tanti sono i diavoli. All’elenco aggiungo la Morte, la Discesa dentro sé, l’Ombra…
È un grande oratore Erri De Luca e le sue parole vanno dritte a cercare un rapporto con il pubblico. Si mostra senza orpelli, con sincerità. Ne esce una figura vera, di spessore. È pure ironico, ironico e divertente. Le due ore di conversazione passano così in un lampo, tra aneddoti, brevi letture, excursus storici e descrizioni di vera napoletanità che strappano più di una volta applausi e sorrisi.
Una domanda mi colpisce, soprattutto per la sua risposta sincera, rispetto al rapporto con la scrittura. Lui, candidamente, dice: «La scrittura non è lavoro. È invece sempre stato il mio tempo migliore, salvato in mezzo alla giornata. Il tempo che mi dava soddisfazione.»
E come dargli torto? Come non sentire proprio questo modo di interpretare la scrittura? «La scrittura è un momento mio e mi permette di dare a ciò che racconto più alto spessore» aggiunge, infine.
Uno spessore denso, intenso, unico, quello che Erri De Luca riesce a offrire grazie allo sguardo defilato di un passo, spostato di lato, originale e fuori dal coro e al talento che dà vita a passaggi letterari di pura poesia; aggiungo io.

L’intervista

Intervisto Erri De Luca al termine dell’incontro letterario, approfittando della disponibilità dell’Autore e degli organizzatori di Civitonica e di Italo Arcuri, che ringrazio.

A lui, che nei romanzi ha ritratto intense figure femminili mostrandosi capace di narrare l’animo complesso e sfaccettato delle donne con sensibilità e maestria, ho chiesto di rispondere a due domande legate alla scrittura al femminile.

Erri, trovi che in ambito narrativo ci sia un particolare registro per la scrittura femminile e al femminile?

Io se leggo una pagina non so dire se quella pagina è stata scritta da un uomo o da una donna: una bella pagina è una bella pagina, se è una brutta pagina resta una brutta pagina, senza sesso di provenienza. Lo dico come lettore, perché come scrittore appartengo al ristretto genere maschile…

Notizia recente ribattuta da tutti i giornali: la disparità salariale tra uomini e donne. Trovi che esista anche nell’editoria italiana? E, legata a questo tema, credi sia differente l’approccio del pubblico verso un romanzo, se scritto da un autore o da un’autrice?

No, mi sembra di no. Ci sono buonissimi esempi di scrittrici che guadagnano un sacco di soldi perché hanno avuto la fortuna di un libro particolarmente ben accolto; quindi non ha differenza di sesso il contratto che l’editore ti fa. Tutto dipende, invece, da quante copie pensa di vendere.

Lo strumento più importante di una comunità, per difendersi, mantenere i diritti, è la PAROLA. Ma se cade nel vuoto è inascoltata, inutile. La Parola ASCOLTATA è quella importante.

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Le fotografie a corredo di questo articolo sono tratte dalla pagina Facebook di Civitonica.

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