Lesley Lokko, “Cieli di zafferano” ed. Mondadori

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recensione di Roberta De Tomi

“Cieli di zafferano” non fa parte di una saga, è un romanzo stand-alone.
Max Sall è un carismatico magnate della finanza dal passato oscuro, che si divide tra la famiglia regolarmente costituita e quella “ufficiosa” dell’amante.
La prima, residente a Londra, è composta dalla moglie Angela – donna fragile dedita all’alcool – e da due figli, la brillante e determinata Amber e il debole e inconcludente Kieran. La seconda famiglia abita a Roma ed è composta dall’amante, la mondanissima Francesca, da cui Max ha avuto la bella Paola.
Le vicende delle due famiglie si intrecciano ai vissuti dei singoli personaggi, complice la presenza di due amiche di Amber, Becky e Madeleine. Le complicazioni giungono nel momento in cui Amber e Paola si innamorano dello stesso uomo, determinando un’esplosione delle ostilità già presenti tra le due sorelle.
Quello di Lesley Lokko è un romanzo corale che si sviluppa su un arco temporale di quasi quarant’anni. Tocca diverse aree geografiche: da Londra ad alcuni paesi dell’Africa, passando per Roma e New York, l’autrice ci fa immergere nella vasca della multiculturalità di cui restituisce alcune peculiarità in maniera efficace. Accanto, troviamo la volontà dei sentimenti capaci di abbattere le differenze e di superare le difficoltà della vita che lasciano comunque cicatrici sulla pelle e sull’anima. Amore, travagliato e appassionato oppure romantico e rassicurante, accostato all’amicizia che lega tre donne unite dai casi di un destino capriccioso. Tra successi e fallimenti, ci immergiamo nei vissuti, narrati con efficacia e con attenzione alla delineazione di personaggi in cui troviamo pezzi di noi. Lesley Lokko ci coinvolge con una scrittura immediata ma profonda, capace di scendere nell’abisso dei vissuti per farne emergere le tinte variegate, complice una ricchezza di visione cosmopolita e aperta al mondo.

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