Quando l’Echidna generò i Parolanti: intervista a Laura Massera – prima parte

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di Velma J. Starling

Da qualche settimana, sugli store online è disponibile un volume collettivo dal titolo “Confessioni al telefono”. Gli autori sono I Parolanti, un gruppo creativo che fa capo allo staff dell’associazione Echidna Editing e che si riunisce in un gruppo Facebook vitale e ricco di discussioni impegnative. In più di un’occasione, i membri di Echidna hanno affermato che I Parolanti sono il lato etico dell’associazione. Da qui siamo partiti per due chiacchiere con Laura Massera (una delle anime di Echidna), in cui farci spiegare gli obiettivi e le modalità di lavoro dell’associazione e della sua propaggine etica.

Iniziamo facendo un po’ di chiarezza: che cos’è Echidna, che cosa sono i Parolanti, cosa intendete per “lato etico”.

Echidna Editing è una Associazione Culturale che si occupa di servizi editoriali. Per noi Echidna è un lavoro, ci guadagniamo da vivere con questo (e con altre cose per il momento). Echidna si occupa di tutto ciò che può trasformare un dattiloscritto qualunque in un libro confezionato e pronto da presentare alle case editrici o da pubblicare in self-publishing. Con Echidna (attiva anche su Facebook) ci siamo però posti un principio assoluto: accettare solo lavori di qualità e lavorarci sopra come fossero oro, per far conoscere Echidna alle agenzie e alle case editrici come una associazione seria. Da qui, da questo punto d’onore per noi, nascono I Parolanti che sono prima di tutto un gruppo Facebook in cui si discute di letteratura, come accade in tantissimi altri gruppi, ma in cui noi tre editor, cioè Olympia Fox, Eugenio Saguatti e io, proponiamo continuamente esercizi di scrittura.
I Parolanti sono persone – esattamente come noi – che si mettono continuamente alla prova e che accettano le sfide. Da qui è nato un blog che raccoglie i lavori migliori e da qui è nata l’idea di indire dei concorsi. È appena uscito infatti Confessioni al telefono che è il risultato di una strettissima selezione di racconti presi dal lavoro de I Parolanti. Perché etico? Perché ne abbiamo fatto un e-book che è uscito negli e-store a costo zero. Una sorta di contro-editoria. Per affermare che la bella scrittura può ancora esistere e i mecenati pure.

È una riflessione sul rapporto fra scrittura e vendita dei libri? Un modo per chiarire che non è il prezzo di un libro a fare la sua qualità?

Indubbiamente anche questo, ma il problema è un filino più complesso. Stiamo vivendo un momento drammatico per l’editoria, per vari motivi. Ormai tutte le case editrici, piccole e grandi, pubblicano sa in cartaceo che in digitale, e il digitale viene crackato subito; di contro, la gente sembra non leggere. Dico “sembra” perché invece di gente che legge ce n’è, ma legge per lo più spazzatura. In parte a causa delle major che propongono solo cose sciocche e vendibili, e in parte per il basso livello culturale in cui versa il paese negli ultimi decenni. Per sopravvivere, le piccole e medie case editrici devono, anche loro, puntare sulla carta e su ciò che vende.
Esistono delle eccezioni, per carità, ad esempio Minimum Fax, Zona42, abbiamo ancora la consolazione di Stile Libero di Einaudi (ho mischiato un po’ le CE piccole, medie e grandi appositamente), ma sono appunto eccezioni.
E poi c’è il self publishing, che è la grande discarica dell’analfabetismo funzionale della rete.
In questo clima così poco rassicurante, pubblicare cose di qualità a costo zero ci è sembrato un gesto coraggioso. Inutile mettere prezzi se il giorno dopo ti hanno già hackerato il libro, inutile bussare alle porte delle CE per far conoscere esordienti quando ci sono file ovunque. Dunque: perché non far sì che siano le CE a trovare noi? Abbiamo pensato: noi facciamo bene il nostro mestiere, diamo spazio a quelli bravi, li supportiamo, crediamo in loro, li pubblichiamo senza trattenere diritti, aspettiamo che salgano le classifiche. Qualcuno prima o dopo si accorgerà di noi e di loro, no?
Qualcuno chi? Tutti! Le case editrici, i lettori, tutti. Tutti quelli che potrebbero avere voglia di sceglierci.

Come funziona il gruppo dei Parolanti? Che cosa si fa, giorno per giorno?

Innanzitutto il gruppo è più, come dicevo, un laboratorio di scrittura vero e proprio.
A cadenza mensile ci diamo un esercizio da fare, che non deve superare un certo numero di battute, come per tutti gli scritti della settimana. Apro una breve parentesi: abbiamo dovuto darci un limite di battute altrimenti noi amministratori non saremmo in grado di leggere tutti gli scritti che arrivano.
Qualche volta, sempre mensilmente, scegliamo anche una lettura condivisa. Questo mese non l’abbiamo ancora proposta perché questo caldo autunno ancora quasi estivo ci rende un po’ rallentati.
Durante la settimana vera e propria, invece, scegliamo un tema ogni settimana e ogni giorno parliamo di quel tema in chiave diversa: il lunedì proponiamo letture importanti che abbiamo fatto, il martedì condividiamo scritti nostri e li sottoponiamo con coraggio al pubblico giudizio di tutti gli altri Parolanti nonché, saltuariamente, agli interventi di noi editor. Il mercoledì è una delle giornate più interessanti perché I Parolanti hanno l’opportunità, in mille battute, di scrivere un incipit per un unico racconto lungo che sarà selezionato per essere editato e messo sul blog come #OnlyOne. Ne viene scelto, appunto, uno al mese.

Il giovedì è la giornata più difficile ma quella che per noi rappresenta meglio lo spirito de I Parolanti. Lo chiamiamo #alterspam ed è l’unico tipo di propaganda che viene accettata nel gruppo: proporre la lettura di esordienti nostri colleghi che ci sono piaciuti. Questo è importante perché gli scrittori, esordienti e non, tendono a essere incentrati su loro stessi e non leggono. Siamo un popolo di scrittori che non legge! Noi invece chiediamo ai Parolanti di leggersi tra di loro e di promuoversi l’un l’altro. Se ce la fanno, sempre a tema. Difficilissimo, ma a volte viene bene.
Il venerdì è il giorno in cui si prende un personaggio di un libro, o una trama, o un autore e si discute di quello. Anche questo non è facile perché, tolti alcuni capisaldi studiati a scuola, non tutti abbiamo lo stesso percorso di lettura; però la cosa interessante che accade è che se due o tre si mettono a parlare di un personaggio, può succedere che altri membri del gruppo rimangano incuriositi e se lo vadano a cercare.
Il sabato è dedicato alla poesia, non solo a quella autoprodotta, ma anche a quella ufficiale. Si possono postare poesie personali o poesie famose che ci sono piaciute; in questo modo, si educano anche quelli che di poesia ne sanno poco.
La domenica, credete che ci si riposi? Assolutamente no! La domenica è dedicata alla raccolta di Racconti per il blog. I migliori vengono selezionati e inseriti appunto nel nostro blog. Ma la domenica è anche giornata di discussione. Se qualcuno ha un argomento che vuole affrontare (ad esempio quello che stiamo affrontando questa settimana sul fatto se esista una letteratura femminile e una maschile oppure no), la persona propone la discussione e se ne parla. In genere vengono fuori riflessioni sempre molto interessanti, talvolta abbastanza interessanti da essere messe sul blog.

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata giovedì 18 ottobre, sempre su www.ewwa.org.

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