Recensione: “La ragazza fantasma” di Sophie Kinsella

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Nel frattempo, buona lettura!

Sophie Kinsella, “La ragazza fantasma”, ed. Mondadori – recensione di Velma J. Starling

“La ragazza fantasma” non fa parte di alcuna serie, è un romanzo stand-alone.

La protagonista, Lara, è alle prese con diversi problemi, tanto nella sfera privata quanto in quella professionale, ma è troppo ansiosa e immatura per gestirli (tant’è vero che, fra le altre cose, si comporta da stalker telefonica con l’ex fidanzato reo di averla lasciata). Qualcosa di peggio, però, è in arrivo: il fantasma di una prozia, morta di recente alla tenera età di 105 anni, le dà il tormento affinché Lara si imbarchi nella ricerca di una collana che, a sentire la prozia (cioè il fantasma), è stata rubata.

L’indagine conduce Lara a scavare nel passato della prozia, a conoscere l’epoca in cui era vissuta (in particolare gli anni ’20) e a verificare qualcosa che, a ben guardare, non torna nella storia di altri membri della famiglia. Soprattutto, però, Lara impara a gestire meglio se stessa e le sue emozioni, a trovare il pragmatismo necessario per dare una svolta alla sua vita; compie un percorso di maturazione che, fino a quel momento, aveva rifiutato aggrappandosi senza costrutto a vecchie certezze ormai crollate.

All’inizio, le protagoniste (prozia e nipote) hanno un carattere capriccioso che rende difficile entrare in sintonia con loro; poi, però, grazie alla ricerca intrapresa, cambiano con rapidità sufficiente a farci affezionare a entrambe. L’elemento soprannaturale è ben dosato e serve ad alternare il registro comico (le voci sussurrate, gli spaventi, le figuracce) e quello drammatico (le nostalgie, i rimpianti, le incomprensioni generazionali). La storia è scorrevole, ricca di momenti esilaranti e capace di sorprendere in alcuni passaggi, quando elementi che erano stati presentati come marginali si rivelano, al contrario, importanti. Consigliato soprattutto per il mix di risate e commozione.

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