Risorse web per Indie – 6: Le cinque dritte per l’autoediting

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di VeloNero (Raffaella Poggi)

Una cosa che ho imparato a mie spese in quarta ginnasio è che gli errori si pagano, e quelli di ortografia si pagano in voti… in meno. Lo chiarì coi fatti il mio professore, che mi appioppò un’insufficienza bella piena e scritta in rosso. «Il tema era da otto e mezzo, Raffaella, ma ti ho dato cinque perché hai scritto cicatrice con due C», mi spiegò lui, tutto soddisfatto.
“Prendi e porta a casa, grazie prof” mi dissi. Lì per lì immaginai anche la “cicca-attrice”: davanti agli occhi mi apparve Marlene Dietrich in abito lungo di seta, seduta su uno sgabello, le gambe accavallate, avvolta da una voluttuosa nuvola di fumo e un lungo bocchino tra le labbra. Da quel giorno, io che facevo – e faccio – errori una parola sì e l’altra pure, capii la lezione e imparai a verificare, armata di vocabolario, ogni-singola-parola; inoltre rileggevo dividendo in sillabe, ripetendo il controllo almeno due volte.
Quindi per me ogni dritta che mi aiuti con la verifica dei testi è preziosa, allora come ora, perché, anche se io mi affido sempre a un professionista, cerco di passargli un file corretto… per quanto possibile.

Se anche voi avete lo stesso problema, allora questo post non è solo per me, e può esservi utile: nei miei viaggi da cybernauta ho carpito consigli un po’ a tutti e alla fine mi sono appuntata 5 regole che applico per correggere e verificare i testi prima di proporli all’editore, all’editor o al correttore di bozze.

    1. La regola regina, secondo me, è quella che trovai nel sito della Curcio, un consiglio elargito proprio dall’editore: UNO SCRITTO VA FATTO SEDIMENTARE, chiuso in un cassetto, per almeno sei mesi, tempo che occorre all’autore per rileggerlo con il giusto distacco, non solo per scovare errori e refusi ma per una valutazione generale sulla composizione del testo.

Sei mesi chiuso in un cassetto, però, un testo concluso non ci sta nemmeno se lo murate: vive di vita propria ed esce. Vuol farsi leggere e rileggere!
Grazie al cielo ci sono i professionisti.

Tuttavia ho sperimentato che davvero si vede gran parte degli errori se il testo è riletto dopo molto tempo, e l’autore diventa un buon editor di se stesso.

      1. e 3. Una dritta importante, anzi due me le diede Adele Vieri Castellano che consiglia di CAMBIARE IL FONT E LA SUA DIMENSIONE e LEGGERE IL TESTO STAMPATO. Grazie Adele!
          1. Altra dritta che potrebbe essere utile è quella di LEGGERE IL TESTO AL CONTRARIO PARTENDO DAL FONDO (anche un paragrafo per volta), cosicché le parole ci appaiano “staccate” e decontestualizzate, e RILEGGERE SILLABANDO, sistema che permette di estraniarsi dalla narrazione e concentrarsi sui vocaboli.
          1. Infine vi do la mia, di dritta, il passaggio che mi è utilissimo prima del “visto si stampi”, la verifica finale che permette di scovare quei malefici topi in fuga che sono i refusi, quei piccoli tormenti che sfuggono anche ai professionisti: FARSI LEGGERE IL TESTO DA UN LETTORE AUTOMATICO.

Funziona perché verrà letto per voi il testo esattamente come lo avete digitato e, ascoltando, vi renderete conto di che cosa effettivamente avete scritto.
Funziona… sempre che riusciate a restare svegli, visto che ascoltare la voce monocorde e sintetica del PC è soporifero e perderete alcuni brani.
Premetto che potete abilitare il lettore di default del vostro sistema, sia che abbiate Mac o Windows, ma ci vuole un po’, occorrono alcuni passaggi.
Nel web esistono molti programmi online che vi permetteranno di ascoltare i vostri file; io ne ho provati alcuni, e ‘TTSReader – Da testo a voce’ a mio avviso è il migliore, semplice e gratuito. È molto affidabile, permette di visualizzare lo scritto e sottolinea in rosso gli errori.
Vi basterà copia/incollare il vostro testo, anche un intero libro, nello spazio indicato.
Io sovrappongo alla pagina web di TTSReader il mio file word e correggo immediatamente, mentre ascolto la dettatura automatica.
Attenti a impostare la velocità ALTA, altrimenti vi verrà la barba bianca anche se siete glabri.

Ci sono anche altri programmi Text To Speech (TTS) interessanti:
VozME  e TEXTTOMP3 convertono il testo in un file mp3.
BALABOLKA è un programma che va scaricato sul PC e ha molte funzioni ma manca di immediatezza.
Amazon propone Polly, a pagamento, un servizio completo ma poco adatto allo scopo.
È ancora un po’ macchinoso abilitare il TTS di Microsoft per usarlo direttamente da Word.
È possibile leggere testi web anche con estensioni browser come quella per Chrome e altri, che si possono facilmente trovare online, ma perché complicarsi la vita quando esistono tools semplici e immediati che fanno egregiamente il loro dovere?

Riassumendo:
Far sedimentare il testo.
Cambiare carattere, interlinea, spaziatura e anche impaginazione.
Stampare e rileggere il testo stampato.
Rileggere tutto al contrario partendo dal fondo e leggere sillabando.
Usare un lettore vocale di testo.
Questi sono gli espedienti che uso per verificare ciò che ho scritto; probabilmente voi non ne avete bisogno, ma se ne avete altri, fateceli conoscere.

Alla prossima e… buon self a tutti.

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