Un cannolo per lo sceicco. Storia fiabesca della nascita del cannolo siciliano

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Persino in letteratura, qua e là, si trova contrabbandato il concetto che sono le donne le peggiori nemiche delle loro ‘condomine’ di sesso. Lo disse Alfred Tennyson; lo sottolineò Erica Jong in ‘Paura di volare’. Ogni tanto la frase scappa in altri contesti. Anche perché la psicologia femminile appare più complessa e ricca di sfumature di quella maschile, per cui all’interno di ogni donna sembra che si racchiuda anche una nemica di sé stessa, critica e incontentabile.

La dimostrazione di questa pugna continua, interiore ed esteriore, sta nella litigiosità che serpeggia nei cosiddetti club femminili, nelle sindromi da api regine imperanti nei gruppi, nelle dichiarazioni di voler costruire lobby femminili, spesso trasformatesi in bolle di sapone. Qualche eccezione c’è, rare enclavefelici, ma fuori… infuria la bufera.

Ciò nel XXI secolo. Alessandra Oddi Baglioni, col suo ultimo romanzo “Un cannolo per lo sceicco – Storia fiabesca della nascita del cannolo siciliano” (Dario Flaccovio Editore),ci porta indietro di mille anni e ci fa atterrare con la fantasia addirittura in un harem della Trinacria del 1050 o giù di lì. Ebbene, proprio in un harem, insomma, nel covo di un’immaginaria sfrenata competitività, la scrittrice sa creare una convincente atmosfera sintonica. Dipenderà dal suo carattere: per la sua propensione a tessere fili e a creare un ambiente favorevole e benigno per un dialogo al femminile, l’autrice orchestra una storia dove l’armonia fra donne regna sovrana e la competitività è lontana mille miglia, tenuta fuori dal dono, per ciascuna delle protagoniste e delle comprimarie, di un talento ‘speciale’ che rende ognuna complementare alle altre.

C’è poi un senso di appartenenza, un’alleanza che si esprime anche con la creazione di dolci di straordinaria bontà. Insomma, la fantasia dell’Autrice sa giostrare nel racconto di uno spaccato siciliano a metà dell’XI secolo, quando i Normanni sbarcarono a Messina, abbattendo la dominazione araba dell’isola. Inizialmente al seguito del bizantino Giorgio Maniace, di cui erano al soldo per la conquista dell’isola, gli uomini venuti dal Nord seppero emanciparsi e diventare conquistatori in proprio, instaurando un dominio che durò circa un secolo e mezzo ed ebbe, sul finire, un fiore d’inarrivabile grandezza, colui che Matteo da Parigi chiamò Stupor Mundi et immutatormirabilis: Federico II, ponte fra i Normanni e gli Svevi, ma anche portabandiera dell’interculturalità.

Lasciamo i Normanni sullo sfondo, anche se hanno un ruolo importante nelle vicissitudini successive delle quattro protagoniste che fanno parte dell’harem,quattro delle quali catturate in scorrerie arabe nei dintorni di Siracusa, cioè Safia, Rajah, Amina e Assia,ed entriamo in punta di piedi nel suggestivo ambiente esotico arabo di Sicilia – che la ‘custode’ delle ragazze dell’harem, Ammad, definisce modesto, nulla a che vedere con quello che l’impoverito sceicco Kalid aveva a Balarm (il nome di Palermo riportato dagli storici arabi Ibn Hawq e Edrisi) -.

Spira aria di serenità e di cultura nel cortile e nelle stanze dell’harem; di amicizia e di severità intrisa di benevolenza, ma si respira anche un dolce profumo di leccornie che Hala, l’insegnante delle ragazze, è così abile a cucinare.

Un’atmosfera idilliaca che dura qualche anno, sotto l’egida di Kalid (sceicco non sanguinario come vorrebbe la pubblicistica ricorrente e l’immaginario collettivo tramandato, ma persino amante della poesia greca, la passione di Safia) e della Haseki, la preferita, Haska, dai magnetici occhi viola. Una tregua di un lustro, poi arrivano i Normanni e questa turris eburnea va in frantumi, mentre, ucciso Kalid in battaglia, la sua popolazione femminile affronta i marosi del cambiamento epocale, ingegnandosi con i propri talenti e trovando un nuovo, inimmaginabile equilibrio fra la Croce e la pasticceria.

Naturalmente, la recensora cammina sulle uova: non deve cadere nella trappola di banalizzare, sintetizzando, i tanti fili della vicenda che Alessandra Oddi Baglioni ha saputo intessere. Può, però, ravvisare l’ordito dalla trama, costituito dalla capacità di narrare la forza delle donne, il loro coraggio, la resilienza che portano inscritta nel loro DNA sin… da Lucy. Una storia di amicizia vera; una storia che contravviene quanto si potrebbe ipotizzare parlando di harem; uno sprazzo di modernità che può insegnare tanto alle contemporanee.

Se poi siete golose, dulcis in fundo, c’è uno splendido ricettario di dolci siciliani: fra tutti campeggia il sontuoso cannolo, inizialmente denominato ‘la verga del re’, poi censurato in un nome politically correct.

Nella Sicilia dell’anno Mille quattro ragazze vengono rapite dal loro villaggio per arricchire l’harem dello sceicco Kalid. Pur nella reclusione, l’educazione impartita a Safia, Rajah, Amina e Assia – danza, lettura, ricamo e cucina – è l’opportunità di una vita completamente diversa da quella cui erano destinate nelle loro famiglie d’origine. La sorellanza si forgia tra amori, gelosie, rivalità e l’apprendimento di tante cose nuove e inusuali. Soprattutto la pasticceria: dalla passione di Hala, maestra delle fanciulle e cuoca per amore, le giovani imparano quest’arte. Dalla sua maestria raffinata nascerà un dolce strano, dalla forma fallica, che più tardi prenderà il nome di cannolo. Alle porte dell’harem intanto bussa il mondo che sta cambiando: principesse promesse in sposa per alleanze militari, monaci vaganti, assassini in preda all’hashish e soprattutto la sanguinosa guerra tra Arabi e Normanni. E a Safia, Rajah, Amina e Assia il destino riserverà una nuova svolta.

Il libro si chiude con un ampio ricettario di dolci siculo-arabi tipici della tradizione isolana.

 

Edito da flaccovio

Uscito novembre 2017

Link su amazon   https://www.amazon.it/cannolo-sceicco-fiabesca-nascita-siciliano/dp/8857907465

Euro 13,60

Sito web della scrittrice

Alessandraoddibaglioni.blogspot.com

 

Alessandra Oddi Baglioni affronta nei suoi libri le tematiche femminili e il mondo dell’arte come capace di trasmettere valori universali, non tralasciando lo studio della parte romantica dell’essere umano. Ha pubblicato libri su personaggi storici in un’ottica romanzata, come “La Dama e il compasso”  “Nozze Rosse” e “Controluce”, l’ultimo “Un cannolo per lo sceicco”(Flaccovio editore) affonta il tema del cibo come elemento di connessione fra le culture. Ha anche pubblicato due e-book con lo pseudonimo di Marie Therese Taylor. Ha due figli, cinque nipoti e un cane a mezzo tempo.

 

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